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Stazione Centrale Porta Venezia / Viale Tunisia

Pista ciclabile di viale Tunisia, polemica sulle cadute: ma è ancora chiusa

L'ennesima caduta. Una consigliera di zona: "Testimone oculare". Ma è ancora ufficialmente chiusa, quindi non si potrebbe utilizzare

La pista ciclabile di viale Tunisia è, forse, una delle più contestate d'Italia. Anche perché, a suo tempo, ci si misero in mezzo anche alcuni ciclisti ad affermare che "così non andava bene". Una associazione di commercianti (Asscomm Porta Venezia), dopo avere 'preso in giro' chi ha disegnato quasi a mano libera la linea bianca di 'confine', lamenta da tempo che molti ciclisti cadono.

La stessa cosa ha fatto anche una consigliera di zona 2 di Forza Italia, Silvia Sardone, in grande ascesa nel suo partito tanto che qualcuno la vorrebbe candidata a sindaco (e lei risponde di "essere a disposizione"). Sardone afferma di essere stata testimone oculare di una caduta, probabilmente domenica 26, mentre si trovava in viale Tunisia per un sopralluogo. "Una ciclista, dopo avere urtato il cordolo che delimita la pista, è caduta rovinosamente picchiando violentemente il capo a terra", spiega la consigliera aggiungendo che in pochi giorni le cadute sarebbero state almeno quattro (lo scrive lunedì 27 aprile) e promettendo di rivolgersi anche al prefetto se necessario.

Peccato, però, che la pista ciclabile non sia ancora ufficialmente aperta. Così sarà finché non verranno ultimati i lavori, come ammette la stessa Sardone quando dichiara: "Conto i giorni che mancano". Insomma, è evidente che dispiace che i cittadini si facciano male, ma certe polemiche (e l'utilizzo della pista ciclabile) non sarebbe bene rimandarli a quando i lavori saranno veramente finiti?

Per di più, la stessa consigliera di zona, venerdì 24 aprile, diramava fotografie dello stato attuale della pista ciclabile (parlando di "una ventina di ciclisti caduti") e sottolineando che - per inibire l'accesso al percorso - il comune "lo ha fatto in modo lacunoso, ponendo delle grate in prossimità degli accessi, quando avrebbe dovuto segnalare il pericolo e transennarla completamente, per impedire il transito anche ai molti che la imboccano comunquue, aggirando le barriere o accedendovi lateralmente".

In sostanza: non è colpa dei cittadini che, vedendo una grata, pensano forse che sia 'di bellezza'. Ma c'è di più: una delle fotografie ritrae la pista ciclabile all'incrocio Tunisia-Franchetti. Inviata il 24 aprile, è difficile che sia stata scattata quel giorno, visto che pochi minuti dopo la ricezione dell'email, lo stesso incrocio è stato ri-fotografato e appare drammaticamente (per i detrattori) diverso.

A sinistra: la foto di Sardone. A destra: com'era l'incrocio nel momento in cui la mail è arrivata alle redazioni dei giornali

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