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Matteo Cormio, assessore di Bollate

Matteo Cormio, assessore di Bollate

Cormio: «Chi fa può sbagliare, chi fa nulla non è criticabile»

Dura risposta dell'assessore all'urbanistica Matteo Cormio alle parole di Pierluigi Catenacci. Uno scontro in materia urbanistica che ha come sfondo i progetti Ceruti, Timavo e Beretta: «Chi non fa o non ha fatto o costruito nulla, non può essere giudicato sulle opere»

L'assessore all'urbanistica di Bollate Matteo Cormio vuole precisare e rispondere a un articolo scritto dall'ex assessore Pierluigi Catenacci riguardante i progetti Ceruti, Bellini e Timavo.

Così Cormio: «Leggo con grande rammarico e con non poca sorpresa, soprattutto per i toni e le affermazioni usate, l’intervento a firma di Pierluigi Catenacci in merito al mio operato rispetto alla pianificazione urbanistica del territorio».

E ancora: «Pur senza scendere nel dettaglio delle critiche riguardanti tematiche di natura strettamente urbanistica, mosse peraltro da chi ha governato per anni questo Comune i cui risultati sono stati considerati insoddisfacenti dagli elettori alle ultime elezioni, voglio solo ribadire che il mio lavoro, attività di pianificazione in primis, si è sempre svolto e si svolgerà  sempre in modo trasparente, nel rispetto di quanto la legge consente agli amministratori pubblici e seguendo i corretti percorsi di condivisione previsti dal nostro ordinamento democratico».

Continua l'assessore: «A tale proposito, vorrei ricordare i numerosi momenti di partecipazione che questa Amministrazione, cosa mai fatta in passato, ha organizzato.  Considero le critiche su ciò che è stato fatto in questi anni ben accette se costruttive e fatte nell’interesse della collettività  e non se basate su accuse assurde e false».

Poi l'affondo finale: «Non ritengo di poter tollerare oltre, a differenza di quanto fatto fino a oggi, attacchi personali e giudizi lesivi della mia persona, nonchè insinuazioni come quelle lette nell’articolo in questione. Ritengo che solo chi lavora e si adopera, come tutti sappiamo, può anche sbagliare, purchè in buona fede e nel rispetto della legalità. Al contrario chi non fa o non ha fatto o costruito nulla, non può essere giudicato sulle opere. Perchè il nulla non ha nulla di criticabile».

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