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L'Itcs Primo Levi

L'Itcs Primo Levi

Rissa a Bollate, parla un'amica: "Potevo aiutarla e non ho fatto nulla"

I ragazzi della scuola Primo Levi prendono parola dopo il video del pestaggio su Facebook. "Non è stato un episodio di Bullismo. Atti di bullismo in questa scuola non se ne vedono"

Piove davanti ai cancelli dell’Itcs Primo Levi di Bollate. Sul marciapiede dove mercoledì pomeriggio è stata aggredita Melissa (nome di fantasia) ci sono tanti studenti. Sono le 13.25 e l’ultima campanella è suonata da una manciata di minuti.

È un tripudio di scarpe da ginnastica griffate, zainetti e ombrelli. Nessuno vuole parlare di quello che è accaduto mercoledì. I ragazzi scappano dribblando cameraman e giornalisti. Poi qualcuno si ferma a parlare. “Per me ognuno doveva farsi gli affari propri e questo non succedeva”, racconta una ragazza che ci dice di essere amica di Melissa.

Era presente durante il parapiglia. “Ero tra le persone che si sarebbero dovute mettere in mezzo. Ho fatto le mie scuse a Melissa. Mi sentivo in colpa. In quel momento la mia reazione è stata proprio di essere stata bloccata, cioé non riuscivo più a muovermi. Una reazione che proprio non mi aspettavo”. 

Al suo fianco c'è un ragazzo. Gli chiedo se alla Primo Levi ci sono stati precedenti episodi di bullismo. Risponde seccamente di no e in merito alla zuffa di mercoledì aggiunge: “Chiamarlo bullismo mi sembra troppo. Alla fine non è che è stata una decisione di andare proprio addosso a questa persona. Anche questa persona ha deciso. C’è stata una litigata. Sono volati insulti da entrambe le parti e alla fine si è risolta così. Chiamarlo bullismo mi sembra troppo. Atti di bullismo in questa scuola non se ne vedono”.

Incrocio un professore. "Posso farle qualche domanda?", chiedo mentre esce da scuola. "Devo andare a prendere il treno. "Se vuole le rispondo mentre camminiamo verso la stazione". Lo accompagno e chiedo quali provvedimenti ha preso il corpo docenti: "Sono stati presi dei provvedimenti ma non ne conosco l'entità. Questa mattina c'è stata un'assemblea con i ragazzi nella quale si è discusso di quanto accaduto. Cose simili non devono accadere né dentro né fuori dalla scuola". 

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