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Le acciaierie Falck dove iniziò a lavorare il marito

Le acciaierie Falck dove iniziò a lavorare il marito

E' morta Giovanna Rini, un pezzo della Sesto operaia

98 primavere portate benissimo, orginaria della Val Brembana, ma era a Sesto San Giovanni da una vita. E' scomparsa in seguito ad un'ustione procurata da una caduta all'interno del camino nella sua abitazione natia a Moio de Calvi

Giovanna Rini a Sesto San Giovanni la conoscevano in molti. Un'arzilla signora di 98 anni, scappata - a malincuore- dalle valli bergamesche e arrivata nella Stalingrado d'Italia perché all'epoca c'era lavoro. Il marito trova, infatti, subito un impiego nella acciaierie e lei, da quel momento in poi, diviene sempre più anche una sestese.

In città tanti la ricordano con sempre una battuta pronta e  un consiglio o un proverbio da regalare. Era tornata, come spesso faceva, nel suo paese di origine Moio de' Calvi per qualche giorno. Purtroppo però un fatale incidente non l'ha più riportata nella "sua" Sesto.  Martedì 2 luglio, infatti, è caduta all'interno del caminetto della sua abitazione nel quale stava alimentando un fuoco. Le fiamme le hanno procurato delle ustioni molto gravi che, non migliorando, sono conseguite con il decesso. Due giorni di agonia per la povera Giovanna Rini che, mentre veniva trasportata in ospedale, era ancora lucida.  

Il funerale si è svolto giovedì luglio proprio a Moio de' Calvi, in provincia di Bergamo, luogo dove è nata ed è appunto morta. Nel mezzo, però, oltre mezzo secolo passato con infinità vitalità a Sesto San Giovanni

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