Coronavirus, coprifuoco a Milano e in Lombardia dalle 23 alle 5: c'è l'ok del Governo

Il ministro della Salute Speranza: 'D'accordo sull'ipotesi di misure più restrittive in Lombardia'

Foto Daniele Bennati

'Coprifuoco' chiesto per Milano e l'intera Lombardia: il governo dà l'ok, dopo la proposta di sindaci e governo regionale. "Sono d'accordo sull'ipotesi di misure più restrittive in Lombardia. Ho sentito il presidente Fontana e il sindaco Sala e lavoreremo assieme in tal senso nelle prossime ore". Ad affermarlo è il Ministro della Salute, Roberto Speranza.

L'ultimo Dpcm dava questa possibilità, in Lombardia ne hanno fatto subito ricorso (la misura entrerà in atto a partire da giovedì 22 ottobre). Stop a tutte le attività e a tutti gli spostamenti - salvo quelli motivati da lavoro, salute e comprovata necessità - in tutta la Lombardia dalle 23 alle 5 del mattino. Una decisione sofferta maturata all'unanimità da tutti i sindaci di tutti i Comuni capoluogo della Lombardia, il presidente dell'Anci (Associazione Nazionale Comuni Italiani), Mauro Guerra, i capigruppo di maggioranza e di opposizione e il governatore Attilio Fontana.

'Coprifuoco' notturno a Milano e in Lombardia

"Una proposta - si legge in una nota del Pirellone - che nasce dalla rapida evoluzione della curva epidemiologica e dalla previsione della 'Commissione indicatori' istituita dalla DG Welfare, secondo cui, al 31 ottobre, potrebbero esserci circa 600 ricoverati in terapia intensiva e fino a 4mila in terapia non intensiva".

"Inoltre, nella riunione tenutasi oggi - continua la Regione - tutte le parti intervenute hanno condiviso l'opportunità della chiusura, nelle giornate di sabato e domenica, della media e grande distribuzione commerciale, tranne che per gli esercizi di generi alimentari e di prima necessità".

La chiusura dei centri commerciali nel weekend

Fontana: "Provvedimento anche simbolico"

"Abbiamo deciso di emanare un provvedimento che sia anche simbolico, che dalle 23 alle 5 di mattina le attività siano chiuse e la gente sia in casa e che, salvo il caso di urgenze, non si possa circolare per le strade in Lombardia. Questo anche per cercare di dare un colpo ad una delle causa del contagio che è ripartito e che sono l'assembramento, la movida, le feste, gli incontri in piazza, tutte cose che non si riescono a controllare perché non riusciamo ad avere un numero sufficiente di polizia e agenti". Fontana ha spiegato così a Quarta Repubblica su Rete 4 la scelta di chiedere il coprifuoco regionale.

Covid, la situazione di Milano preoccupa l'Ats

La situazione sul fronte covid-19 a Milano, dove già alcuni ospedali hanno chiuso l'ingresso ai visitatori, preoccupa parecchio anche l'Ats che ha chiesto prudenza alle persone e alle amministrazioni. "Quello che vediamo è che il contagio circola più velocemente nelle zone che sono state meno colpite la volta scorsa, quando è intervenuto il lockdown. Milano era stata colpita marginalmente, invece questa volta la ripresa delle attività ha visto Milano e altre zone della Lombardia riprendere". A parlare è il direttore sanitario dell’Ats Milano Vittorio Demicheli.

"Quello che ci preoccupa - ha proseguito - è che non sappiamo esattamente in una grossa metropoli la velocità con cui il fenomeno si può verificare. Ieri (domenica, ndr) la nostra Ats ha lanciato un allarme e un invito ai cittadini a fare ciascuno la propria parte. Ciascuno dovrà rinunciare a qualcosa, perché in questo momento la fase del contenimento purtroppo è inefficace. Non riusciamo a tracciare tutti i contagi, a mettere noi attivamente in isolamento le persone. Chi sospetta di aver avuto un contatto a rischio o sintomi stia a casa". 

Le nuove misure di contenimento 

Il contenimento, ricordiamolo, si è inasprito ulteriormente con un altro Dpcm firmato dal presidente del consiglio Giuseppe Conte e dal ministro della Salute Roberto Speranza. Le principali novità del Dpcm 18 ottobre sono sostanzialmente tre: la prima è che alle 21 si potranno chiudere strade e piazze così da evitare assembramenti; la seconda sono gli orari flessibili per la scuola (che resta aperta); la terza sono i locali chiusi a mezzanotte e dalle 18 senza servizio ai tavoli.

A lanciare l'appello alla città e ai suoi abitanti era stato Walter Bergamaschi, direttore generale di Ats Milano Metropolitana. "Aumentano i ricoveri in terapia intensiva e sono in costante crescita anche i casi positivi. La situazione è critica in Lombardia, ma in particolare a Milano e nella Città metropolitana. Occorre l’aiuto di tutti i cittadini per fermare la corsa del virus".

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