Scuola e coronavirus, Fontana all'Azzolina: 'Necessarie decisioni stringenti in Lombardia'

A parlare è Fontana, commentando la presa di posizione del ministro dell’Istruzione, Azzolina

Repertorio

Botta e risposta tra il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana e la ministra dell'Istruzione Lucia Azzolina sul tema della didattica a distanza. "Visti e considerati i dati relativi alla curva epidemiologica della Lombardia, correlati alla situazione del sistema del trasporto pubblico locale, con particolare riferimento ai giovani che frequentano le scuole secondarie, ribadiamo essere necessarie decisioni stringenti. Fermo restando che se il ministro reputa eccessivi e non idonei i nostri provvedimenti può impugnarli".

A parlare è Fontana, commentando la presa di posizione del ministro dell’Istruzione, Lucia Azzolina, annunciando che sta provvedendo a inviare al ministro una lettera di risposta formale con i dati utili a una corretta lettura della situazione di quanto sta accadendo a livello sanitario in Lombardia. "È giusto sottolineare - conclude Fontana - che da mesi Regione Lombardia ha posto al centro dell’attenzione del Governo quanto grandi siano le difficoltà nel settore trasporto pubblico. Istanze che erano rimaste e continuano a rimanere inascoltate". 

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"Le chiedo di contribuire, con oculatezza, attenzione e capacità di confronto, in spirito di unità e responsabilità collettiva, a garantire pienamente il diritto all'istruzione delle nostre ragazze e dei nostri ragazzi", è invece l'invito rivolto dal ministro dell'Istruzione Lucia Azzolina al presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana in una lettera nella quale il ministro ricorda che "il Dpcm del 18 ottobre 2020 ha previsto indicazioni molto chiare per la gestione delle misure da adottare con riferimento alle istituzioni scolastiche, prevedendo in primo luogo la prosecuzione, in ogni caso, in presenza, delle attività didattiche ed educative della scuola dell'infanzia e del primo ciclo di istruzione". 

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Nell'ultima ordinanza regionale sulle scuole secondarie di secondo grado e le istituzioni formative professionali secondarie di secondo grado si diceva questo: "devono realizzare le proprie attività in modo da assicurare, dal 26 ottobre, il pieno svolgimento della didattica a distanza per le lezioni, qualora siano già nelle condizioni di effettuarla e fatti salvi eventuali bisogni educativi speciali. Agli altri istituti è raccomandato di realizzare le condizioni tecnico-organizzative nel più breve tempo possibile, per lo svolgimento della didattica a distanza".

"Le attività di laboratorio - continuava il testo - possono continuare ad essere svolte in presenza. Si raccomanda che i dirigenti degli istituti scolastici organizzino e differenzino gli ingressi a scuola; a tal fine gli Uffici di ambito territoriale (UAT), in raccordo con gli Uffici scolastici regionali (USR), assicurano lo stretto coordinamento con le Agenzie del TPL ed i sindaci degli ambiti di riferimento".

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