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La svolta

Morte di Francesca Quaglia: camionista indagato per omicidio stradale

È la sedicesima ciclista deceduta ad agosto sulle strade italiane

Omicidio stradale. È questo il reato per il quale sarà indagato il conducente 54enne del camion ribaltabile che ha travolto e ucciso la ciclista 28enne Francesca Quaglia a Milano. È stata agganciata quando con la sua bicicletta è ripartita alla sinistra del mezzo pesante, all'altezza di un semaforo, ed è poi finita sotto le ruote anteriori del camion in viale Caldara in centro a Milano. Il mezzo l'ha trascinata per alcuni metri prima che il camionista se ne accorgesse. Il conducente sarà indagato per omicidio stradale e la Procura di Milano ha disposto l'autopsia sul corpo della giovane. Alcune testimonianze riportano dei colpi di Francesca sul cassone per segnalare la propria presenza; altri testimoni, tuttavia, non confermano.

Incidenti mortali con ciclisti

Francesca Quaglia è la sedicesima ciclista deceduta ad agosto sulle strade italiane e la 126/a dall'inizio dell'anno: a fornire i numeri è l'Osservatorio Asaps-Sapidata dell'Associazione sostenitori della polizia stradale. A gennaio i decessi sono stati dieci, a febbraio 5, a marzo 7, ad aprile 14, a maggio 18, 22 a giugno, record a luglio con 34.

Dati parziali, perché non tengono conto dei feriti gravi che poi non ce la faranno in ospedale. Le vittime sono 108 uomini e 18 donne; 48 ciclisti avevano più di 65 anni. Nove i casi di pirateria stradale, con ben due episodi a luglio con la fuga di chi aveva provocato il sinistro mortale. A luglio sono deceduti anche un 98enne e quattro giovanissimi di 15 anni, due 16enni e un 18enne, ad agosto un altro sedicenne.

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Fai-Conftrasporto: "Modificare il codice della strada"

"Ciò che si deve fare è chiaro: introdurre una modifica alle normative del nuovo Codice della strada, che preveda l'adozione in Italia e, per estensione, a livello europeo, di strumenti obbligatori atti a superare il problema dell'angolo cieco", dice il presidente Fai-Conftrasporto Paolo Uggè. "Con superficialità - prosegue Uggè - i ministri dei precedenti governi non hanno mai provveduto a sollevare la necessità di rendere obbligatorie le telecamere per consentire ai conducenti dei mezzi pesanti di avere la necessaria e completa visuale sulla strada. Per non parlare di alcuni amministratori, vedi il sindaco di Milano, che lasciano intendere ai cittadini che le morti che coinvolgono i ciclisti dipendano esclusivamente dai camionisti. Anche l'Europa, oltre alle prestazioni 'green' dei camion, imposte alle imprese di trasporto, dovrebbe mostrare una maggiore sensibilità verso la sicurezza stradale". 

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