Epam in rivolta contro le ordinanze antidegrado: “Revocatele”

I titolari degli esercizi pubblici milanesi chiedono al Comune di revocare le ordinanze che impongono la chiusura anticipata dei locali. Zini: "Stanno mettendo in difficoltà nostri esercizi". Morelli: "Serve riequilibrio"

Revocare le ordinanze che impongono la chiusura anticipata dei locali nei quartieri difficili di Milano. E' questa la richiesta fatta al Comune di Milano da Alfredo Zini, vice presidente vicario dell'Epam (Esercizi pubblici associati milanesi) che aderisce all'Unione del Commercio. Zini, durante la presentazione, ieri al Pirellone, di 'Golosaria', la rassegna enogastronomica che approda a Milano dal 6 all'8 novembre, ha rinnovato "una sollecitazione già fatta presente al sindaco Moratti e alla sua Giunta".

 "Da una parte - spiega Zuini - la politica si riempie la bocca di messaggi sulla necessità di favorire la vocazione turistica di Milano e delle sue periferie, dall'altra impone però ordinanze antidegrado che mettono in crisi le imprese, prima ancora che il turismo". Sperando che sulla questione "si trovi presto una soluzione anche in vista delle festività natalizie", Zini non manca di ricordare che "il tetto orario imposto dal Comune sta mettendo in seria difficoltà le aziende, soprattutto quella fascia di locali del divertimento che ha investito su un cartellone musicale notturno ma che, con le ordinanze, è costretto ad abbassare le serrande prima, perdendo tra l'altro le caparre anticipate per gli artisti dal vivo".

L'assessore al Turismo
. "E' necessario un riequilibrio delle ordinanze antidegrado per salvaguardare gli interessi di quegli esercizi che accendono una luce positiva nei quartieri più periferici di Milano". Lo ha detto l'assessore al Turismo, Marketing Territoriale E Identità del Comune di Milano, Alessandro Morelli (Lega). A margine della presentazione di 'Golosaria' 2010 al Pirellone, Morelli ha spiegato che "indubbiamente, le ordinanze in vigore fino al prossimo gennaio vanno riequilibrate anche perché, come noi della Lega ci aspettavamo, molti dei negozi che sono stati colpiti da sanzioni sono negozi etnici come kebabberie, phone center e centri massaggi". Proprio sulla base di questi dati e a 6 mesi dall'entrata in vigore della prima ordinanza in via Padova "i provvedimenti - ha aggiunto l'assessore - possono essere riequilibrati dirottando l'attenzione solo nei confronti di quelle tipologie di esercizi che sono state destinatarie di sanzioni".

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