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Biglietti "sospesi" e uno spazio del Comune per gli spettacoli dal vivo. Aspettando che si possa ripartire

Le idee di Palazzo Marino per accompagnare la ripresa dello spettacolo, in attesa di una data "certa e irreversibile" per le riaperture. Il Comune spenderà 150 mila euro ma apre ai privati

Una campagna massiccia di comunicazione, un hub attrezzato che ospiti spettacoli non possibili in sale tradizionali a causa delle ridotte capienze, la creazione di un palinsesto cittadino per coordinare le riaperture e l'accesso agevolato con biglietti gratuiti o fortemente scontati per "aiutare" il pubblico a tornare ad assistere agli spettacoli. Quattro "mosse" per accompagnare la ripresa dello spettacolo dal vivo a Milano, quando sarà possibile, e auspicambilmente quando sarà "irreversibile", cioè con una data certa e non soggetta ai cambiamenti di colore tra le varie zone a seconda di come va l'epidemia Covid. E' il senso di una delibera approvata dalla giunta milanese e presentata, nella stessa giornata, a firma già avvenuta, alla commissione cultura di Palazzo Marino. La delibera prevede una spesa massima di 150 mila euro per il Comune, con la possibilità dei privati di partecipare come sponsor o fornitori tecnici.

Le interviste: i teatri lottano per non morire

«Nel 2020 vi è stata una grandissima crisi del settore dello spettacolo, i cui luoghi sono stati i primi a chiudere e gli ultimi ad aprire», ha detto l'assessore alla cultura Filippo Del Corno: «Da dicembre 2019 a dicembre 2020, in Italia si è registrato un crollo di fatturato del 97% per la musica dal vivo, un crollo degli ingressi teatrali del 70% e così via. Dal 24 febbraio 2020, nella migliore delle ipotesi, il settore è stato fermo otto mesi su dodici, riaprendo solo nei mesi estivi. La necessità di un intervento dell'amministrazione comunale fa seguito alle misure già assunte nel 2020, tra cui due milioni e 400 mila euro dal Fondo di mutuo soccorso per il Piano cultura e gli stanziamenti per le convenzioni teatrali, nonché il finanziamento di avvisi pubblici per progetti e attività continuative».

Uno spazio ad hoc per ospitare spettacoli

Quattro gli obiettivi individuati dal Comune di Milano: un'azione concreta dell'amministrazione, anzitutto. A questo risponde la campagna di comunicazione che verrà avviata quando sarà possibile ripartire, sfruttando schermi digitali, affissioni, pubblicità sui mezzi pubblici, social e web. Secondo, uno spazio ad hoc per garantire la sostenibilità economica per quelle strutture che, con la capienza ridotta (al momento i decreti continuano a parlare del 25% di quella effettiva e comunque non più di 200 persone al chiuso e 400 all'aperto), non potrebbero organizzare spettacoli. A questo obiettivo risponderà un hub polifunzionale, attrezzato con service audio e luci, almeno per il tempo necessario a "riattivare" i processi produttivi dello spettacolo dal vivo. Del Corno, in proposito, ha fatto l'esempio dei teatri molto piccoli che, rispettando le capienze delle proprie sale, si troverebbero con pochissimo pubblico. 

Arnone (Manzoni): «Impossibile riaprire con le condizioni del Dpcm»

In questo quadro, la delibera contiene anche la possibilità di concedere gratuitamente spazi pubblici (al chiuso o all'aperto) per attività di spettacolo. «I Municipi possono suggerire i luoghi 'giusti', come è avvenuto nell'estate del 2020 quando il Piccolo Teatro ha portato i suoi spettacoli nei quartieri periferici di Milano», ha annunciato Del Corno.

Biglietti scontati, gratuiti e "sospesi"

Terzo obiettivo, il coordinamento. A questo risponde l'idea di creare un palinsesto cittadino organico, evitando le riaperture a macchia di leopardo, come già si fa con successo con eventi come piano city, museo city e così via. Quarto e ultimo obiettivo, un incentivo alla partecipazione da parte del pubblico. Si farà con biglietti scontati o gratuiti per determinate fasce di popolazione, ma anche con un "biglietto sospeso" per gli spettacoli, naturalmente con il contributo economico dell'amministrazione e, dunque, senza costi per l'organizzatore.

La delibera è stata accolta con favore dai pochissimi intervenuti dopo l'esposizione dell'assessore Del Corno, che sono stati Angelo Turco (Pd, presidente della commissione cultura), Alice Arienta (Pd), Simone Sollazzo (misto Milano Concreta) e Raffaele Todaro (Forza Italia, assessore alla cultura del Municipio 9). «E' un segnale di reazione importante tenendo comunque conto delle condizioni attuali del Coronavirus. E' l'occasione per ripensare allo spettacolo in modo sperimentale, cercando qualcosa di nuovo a partire dalla concezione che non dobbiamo essere contrari alla soluzione di parternariato pubblico-privato», ha detto Sollazzo. «Un lavoro encomiabile e un'attenzione verso una categoria non molto attenzionata dal Governo», ha aggiunto Arienta.

«Nell'interlocuzione coi lavoratori dello spettacolo ci sono sempre stati due cardini: sottrarre le riaperture all'intermittenza dei colori e sostenere la domanda. In questa delibera si trovano anche tali aspetti», ha commentato Turco. «La ripresa è una necessità degli operatori dello spettacolo ma anche del pubblico. Plaudo a questo colpo di reni anche per chi non ci crede. Ci chiediamo ora come i Municipi possono veicolare le iniziative e trasferirle alle attività culturali presenti nei territori», ha concluso Todaro.

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