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Economia

Atm, "il Bancomat privato del Comune di Milano"

Debiti, nel 2010, per circa 900 milioni di euro: ma le ultime assemblee dei soci hanno deliberato dividendi straordinari (non dagli utili) per 116 milioni di euro. La denuncia della Federconsumatori

"Se davvero vogliamo mettere insieme un piano della mobilità credibile, dobbiamo assolutamente dare discontinuità rispetto al passato". Non usa mezzi termini il segretario cittadino della Cgil Onorio Rosati, parlando della situazione di Atm, azienda dei trasporti meneghina "passata al setaccio" nel convegno "Attacati al Tram" organizzato dalla Camera del Lavoro e la Federconsumatori.

Quello che emerge dalle relazioni, secondo i sindacalisti, paventa l'azienda come "bancomat" privato del Comune milanese, con l'unico scopo di "tamponare i buchi di bilancio di Palazzo Marino". Nel 2008, i debiti a breve termine erano di 625 milioni di euro, nel 2009, è stato detto, "di 692 milioni", mentre nel 2010 sono saliti a quasi 900, a 880 milioni di euro. Numeri da capogiro. 

Ma l'assemblea dei soci dell'era Moratti, è stato rimarcato al convegno, ha deciso, nonostante la situazione debitoria, di staccare dividenti straordinari ("Prendendoli dalle riserve e non dagli utili") per 116 milioni di euro, erogati tra il 2009 e il 2010. A ciò si aggiunge "una struttura amministrativa elefantica con almeno 70 incarichi tra amministratori e revisori del gruppo", che andrebbe "quantomeno snellita", sottolinea Gianmario Mocera, di Federconsumatori Milano.  

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