Economia

Tremila euro ai negozi e ristoranti che si sono adeguati alle norme covid. Ma solo nei Distretti del Commercio

Il bando da 400 mila euro del Comune di Milano è riservato a chi ha sede nei nove distretti

Un bando cittadino per le imprese del commercio, della ristorazione e dell'artigianato riservato alle micro, piccole e medie realtà, per fare ripartire l'economia di Milano. Condizione indispensabile: le imprese, per partecipare (entro il 30 giugno), devono essere presenti nei nove distretti urbani del commercio (Duc) riconosciuti dalla Regione. Ovvero Brera, Buenos Aires, Galleria, Giambellino, Isola, Navigli, Ticinese, Sarpi e XXV Aprile.

A disposizione, 400 mila euro sia per le imprese già esistenti sia per le nuove attività, che realizzeranno o hanno già realizzato investimenti per adeguare la struttura e l'operatività delle loro sedi alle nuove esigenze di sicurezza dettate dalle normative anti covid. Sono ammesse anche le spese sostenute per l’organizzazione di nuovi servizi di logistica, trasporto e consegne a domicilio, nonché per la vendita on line. Il contributo previsto per ogni singola realtà sarà pari al 50 per cento della spesa ammissibile (in conto capitale e di parte corrente) al netto di Iva, sino ad un massimo di tremila euro, per spese effettuate nel periodo compreso dal 5 maggio 2020 al 30 agosto 2021.

Solo per le imprese con sede nei Duc

Un'iniziativa che dà ossigeno alle realtà commerciali, artigianali e di servizi ma, appunto, soltanto se hanno sede nei distretti ufficialmente riconosciuti. L'obiettivo dell'amministrazione sembra dunque più che altro quello di rilanciare i distretti del commercio. «Un sostegno concreto per dimostrare la vicinanza dell’amministrazione a tutte quelle piccole realtà commerciali che, nonostante le difficoltà dettate dall’emergenza covid, decidono di investire nella riqualificazione della propria attività, partecipando alla ripartenza economica della città», il commento di Cristina Tajani, assessora alle attività produttive: «Un piccolo contributo che può rappresentare il punto di partenza o l’incentivo per i giovani che decidono di investire il proprio futuro in un’attività commerciale o artigiana contribuendo così a rivitalizzare la vocazione commerciale dei nove distretti».


 

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