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Foto di Polina Tankilevitch da Pexels

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Golpe militare in Myanmar, l'assessore: «Bloccare il loro riso»

Da Regione Lombardia la richiesta di introdurre dazi europei anche sulla varietà di riso maggiormente esportata dal Myanmair

Bloccare l'importazione di riso dal Myanmar (l'ex Birmania) in seguito al colpo di Stato dei militari. E' la richiesta (e proposta) di Fabio Rolfi, assessore regionale lombardo (della Lega) all'agricoltura. «L'Italia alzi la voce in Europa, non possiamo commerciare con chi viola i diritti umani», commenta l'esponente del Carroccio: «L'Italia produce metà del riso europeo e la Lombardia il 40% del riso italiano. Sarebbe opportuno che le istituzioni italiane tutelassero i nostri risicoltori, la qualità dei nostri prodotti e la sicurezza alimentare che il nostro riso sa garantire».

C'è un mix di orgoglio nazionale (nazionalista, qualcuno direbbe) e di attenzione per i diritti umani nelle parole dell'assessore, che ha ricordato come nel 2020 il riso proveniente dal Myanmar sia aumentato dell'80,5% grazie anche al regime agevolato Eba, attivato dall'Unione Europea, che comporta esenzioni tariffare sulle produzioni di riso di varietà Japonica.

«Visto che si tratta di una delle maggiori risorse economiche di quel Paese, bisogna sospendere qualsiasi concessione. Non è possibile continuare a penalizzare i nostri agricoltori per agevolare quelli di uno Stato in cui governano i militari», il commento di Rolfi. Il regime agevolato garantisce ai Paesi in via di sviluppo più vulnerabili la riduzione o l’eliminazione dei dazi sulle esportazioni verso l'Unione, assicurando quindi un accesso privilegiato al mercato europeo e favorendo la loro crescita. Solo armi e munizioni sono escluse dal regime agevolato, che per regolamento può essere sospeso in caso di sistematiche violazini dei diritti umani e di quelli dei lavoratori.

600 mila tonnellate di riso lombardo all'anno

Nel mese di gennaio del 2019, l'Unione Europea aveva reintrodotto i dazi sul riso di tipo Indica provenienti da Cambogia e Myanmar: pertanto da quei Paesi si sono promosse le esportazioni del riso Japonica, tuttora esente dai dazi. «La Lombardia produce oltre 600 mila tonnellate all'anno di riso, abbiamo più di 90 mila ettari: 13.029 a Milano, 76.875 a Pavia, 1.045 a Mantova e 1.914 a Lodi. Abbiamo assistito lo scorso anno a inondazioni che hanno danneggiato le risaie della Lomellina. Il libero commercio deve essere equo, cioè basarsi complessivamente sulle stesse regole».

Il golpe militare in Myanmar

Il golpe militare risale a lunedì mattina: agli arresti la Consigliera di Stato (e Premio Nobel per la pace) Aung San Suu Kyi, oltre a centinaia di parlamentari del suo partito. I militari hanno mantenuto un potere politico enorme negli ultimi anni di transizione verso la democrazia e, da diversi giorni, denunciavano presunti brogli elettorali: le elezioni erano state vinte dal partito della Consgliera di Stato con una maggioranza schiacciante. Non solo: il generale Min Aung Hlaing aveva preannunciato che sarebbe "passato all'azion" se non fosse stata presa in considerazione la denuncia delle irregolarità.

Il segretario generale dell'Onu, Antonio Guterres, ha duramente condannato il golpe e l'arresto della leader del governo, frattanto sostituito da un gabinetto di generali ed ex funzionari dell'esercito. Da Bruxelles la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha chiesto «il rilascio degli arrestati e il ripristino del governo civile legittimo, nel rispetto della Costituzione del Paese e delle elezioni di novembre». La Farnesina, in una nota, ha scritto che l'Italia «condanna fermamente l'ondata di arresti in Myanmar e chiede l'immediato rilascio di Aung San Suu Kyi e di tutti i leader politici».

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