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Economia

Immigrati italiani a Milano: a sorpresa i 'polentoni' sono più dei 'terroni'

La maggior parte dei nuovi milanesi italiani non proviene più dal sud, ma dal nord: per ogni nuovo 'terrone' ci sono due nuovi 'polentoni'

I tempi cambiano in fretta, si sa, e così pure i vecchi luoghi comuni legati all’immigrazione sembra siano destinati a cedere il passo. Lo rivelano alcuni dati sulla provenienza dei nuovi residenti, dati che segnano un netto cambio di rotta nella geografia dell’immigrazione nella città meneghina.

Se infatti, a partire dal dopoguerra e fino agli anni novanta, i nuovi arrivati a Milano provenivano da tutto il centro sud, nei primi sei mesi del 2012 su 9672 nuovi milanesi, ben 6.607 (di cui 5.008 dalla Lombardia, 547 dal Piemonte, 377 dall’Emilia Romagna) arrivano dalle regioni settentrionali. I neo residenti del mezzogiorno si fermano invece a quota 2107 (a primeggiare è la Campania con 618 persone, a seguire la Puglia con 523 e la Sicilia con 472), mentre dal Centro si registrano 958 arrivi (360 dal Lazio e 253 dalla Toscana).

Dati che si diceva, smentiscono un trend decennale: anche tralasciando la massiccia immigrazione del dopoguerra, fino agli anni ottanta e novanta tutte le regioni meridionali erano saldamente nelle prime cinque posizioni, fatta eccezione (i motivi sono più che ovvi) per la Lombardia. Per quanto riguarda l’immigrazione dall’estero il boom si registra soprattutto per gli stranieri della zona Ue, con rumeni, inglesi e francesi in testa.


’Rispetto al passato è cambiata la geografia dell’ immigrazione - l’assessore comunale ai Servizi civici Daniela Benelli - come dimostrano i numerosi nuovi residenti che provengono dal Piemonte e dall’Emilia Romagna. E’ la dimostrazione che Milano, nonostante i radicali mutamenti del suo tessuto economico e produttivo, resta sempre un polo attrattivo per chi vuole studiare e lavorare in un contesto di eccellenze’’.

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