Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...

Cernusco, protesta contro la libreria "Altaforte": “È un avamposto di estrema destra”

Nel comune alle porte di Milano la manifestazione che chiede la chiusura del negozio inaugurato a novembre dall'editore vicino a Casapound

 

Sinistra e centri sociali in piazza per protestare contro la libreria "Altaforte" inaugurata lo scorso novembre a Cernusco sul Naviglio (Milano) e da molti ritenuta vicina agli ambienti del gruppo di estrema destra CasaPound perché il suo proprietario è Francesco Polacchi, ex responsabile nazionale di Blocco Studentesco, formazione giovanile proprio di CasaPound. 

Davanti al negozio - che si trova in via Pontida 17 - si sono ritrovati decine di attivisti di estrema destra accorsi dopo la chiamata dello stesso Polacchi, amministratore unico di "Altaforte", che aveva indetto un sit-in in difesa della "libertà di espressione". All'appuntamento hanno risposto presente anche Paola Frassinetti, deputata di Fratelli d'italia, Carlo Fidanza, europarlamentare dello stesso partito e Max Bastoni, consigliere regionale e comunale di Milano, anche lui in quota Fdi.

A meno di 200 metri dalla libreria si sono invece ritrovati gli esponenti della sinistra, che - dopo un primo blocco fuori dalla metro - sono partiti in corteo dalla stazione scandendo slogan contro Altaforte e contro i "covi dei fascisti" e sono poi stati controllati a vista da poliziotti e carabinieri in assetto antisommossa, presenti per evitare qualsiasi possibilità di contatto tra le due fazioni.

"Non accettiamo che si aprano negozi che in realtà nascondono degli avamposti per la propaganda di estrema destra - spiegano i manifestanti -. Sappiamo benissimo che qui a Cernusco, e in tutta la Martesana, i movimenti neofascisti stanno cercando di radicare la propria presenza sul territorio, come sappiamo che qui non si tratta affatto di aprire una libreria per promuovere cultura. La cultura non c'entra nulla. Bisogna chiamare Altaforte per quello che è: un covo di fascisti".

Potrebbe Interessarti

Torna su
MilanoToday è in caricamento