Coronavirus, Gallera: "403 contagiati ma solo 216 in ospedale". Riaperto il Duomo di Milano

Il numero delle vittime resta uguale e intanto si pensa alla ripartenza economica della Regione: con aiuti economici e incentivi alle aziende delle zone isolate per contenere il virus

Repertorio

Attilio Fontana in isolamento perché una sua collaboratrice è risultata positiva al test del coronavirus. Ad annunciarlo attraverso un lungo video su Facebook  è lo stesso governatore, mentre indossava una mascherina, che ha specificato come nei prossimi giorni si sottoporrà a una quarantena volontaria pur essendo al momento risultato negativo all'esame. Lo stesso Fontana poi ha partecipato alla conferenza stampa di giovedì 27 febbraio pomeriggio in collegamento video.

Nello stesso incontro con la stampa sono stati forniti gli ultimi aggiornamenti sui numeri del coronavirus. Le persone contagiate in Lombardia sono 403, la maggior parte dei casi è concentrata nel focolaio del lodigiano e del cremonese. Anche se a Milano aumentano i casi di pazienti che hanno contratto il virus. L'ultimo contagio venuto a galla riguarda quello di un corista del Teatro Alla Scala. Ma ci sono anche i due specializzandi del Policlinico, dov'è si era presentato il primo caso - il medico - milanese. Così come un medico anestesista ricoverato al San Paolo.

Sono 37 i pazienti dimessi dagli ospedali lombardi in un solo giorno, 216 (attualmente) ricoverati e 403 (complessivamente) contagiati. È il quadro della situazione comunicato dall'assessore al Welfare, Giulio Gallera che ha spiegato che la situazione "si sta strutturando col passare dei giorni". Nella giornata di mercoledì 26 febbraio sono state ricoverate in ospedale 39 persone, martedì erano state 44 e lunedì 126. "Il dato ci fa sperare in una traiettoria discendente", ha spiegato Gallera, che ha poi aggiunto che 28 dei pazienti lombardi sono in terapia intensiva. Invariato, invece, il numero dei morti, che sono sempre 9 in tutta la regione.

Isolato al Sacco il virus che si sta diffondendo in Italia

Nei laboratori dell'ospedale Sacco, inoltre, è stato isolato il ceppo di coronavirus che si sta diffondendo in Italia. Il dato rappresenta una buona notizia soprattutto in termini di ricerca. 

Riunione in prefettura. Riaperto il Duomo

La giornata di giovedì era cominciata con una riunione in prefettura a Milano. Tutti i prefetti della Lombardia hanno fatto il punto sul coronavirus insieme agli amministratori regionali. Tra le cose da valutare c'era anche la decisione se riaprire o meno le scuole in regione ma la decisione è slittata probabilmente al fine settimana. "Sulle ordinanze noi valutiamo se c'è la necessità di prorogarle per una settimana, magari mitigandole", ha detto Gallera.

Intanto è stata allentata la 'morsa' sui locali e i bar - quelli che servono ai tavoli - che potranno rimanere aperti anche dopo le 18. Così come sarà riaperto ai turisti il Duomo di Milano, come anticipato durante la conferenza in Regione. I turisti potranno accedere alla cattedrale "in pochi alla volta" e "con ingressi scaglionati". Dalla Veneranda fabbrica del Duomo fanno sapere che la riapertura ai turisti avverrà “presumibilmente” da lunedì 2 marzo, in ogni caso si sta lavorando per "essere pronti il prima possibile".

Chiusure e divieti: gli aggiornamenti

"Siamo in presenza di una emergenza sanitaria ma tutto il sistema Lombardia deve continuare ad andare avanti. Reputiamo presto dire se le misure si prorogheranno o meno ma abbiamo dei segnali positivi", ha spiegato il vicepresidente Fabrizio Sala in conferenza stampa.

"L'importante è dare l'idea che la vita continua. Dobbiamo convivere con questo virus che per la prima volta ha toccato l'Occidente proprio nel nostro Paese ma la Lombardia ha reagito" ha aggiunto il vicepresidente Sala.

L'idea di chiedere lo 'stato di emergenza' al Governo

La Regione Lombardia, inoltre, sta valutando se optare per la richiesta al Governo centrale dello ‘stato d’emergenza’ per la voragine economica derivante dal coronavirus. Parliamo di miliardi di danni, di una cifra neppure preventivabile, solo il turismo, in questi primi giorni, ha già registrato un crollo del 40%.

In tal senso c'è il sostegno di tutti, ha spiegato Paolo Grimoldi, deputato della Lega. “Alla Lombardia – ha aggiunto – servono aiuti veri e servono rapidamente per sostenere il proprio settore produttivo e commerciale. Il Governo è avvertito”.

La mappa aggiornata in diretta dei contagi da Coronavirus

Coronavirus: la mortalità e la possibilità di guarigione

Le vittime in Italia, finora, sono tutte persone anziane. Molte di loro avevano già gravi patologie preesistenti, per cui avevano il sistema immunitario molto debilitato. Un dato in linea con quanto rivelano le ricerche scientifiche. Le cifre al momento "ci dicono che soltanto un numero limitato di persone può avere conseguenze anche letali, soprattutto se si tratta di persone anziane e/o con problemi di salute come malattie cardiovascolari pregresse", ha rivelato il direttore dell'Istituto di Genetica Molecolare del Consiglio Nazionale delle Ricerche di Pavia, Giovanni Maga, che ha analizzato uno studio scientifico sul Covid-19 realizzato in Cina

Il medico ha spiegato in Cina la mortalità più elevata si è riscontrata nella provincia di Hubei, e in particolare nella città di Wuhan: "dipende probabilmente dalle difficoltà riscontrate soprattutto nelle prime fasi dell'epidemia a fornire un'assistenza puntuale ed adeguata a tutti i casi che si presentavano".

Nelle altre province, invece, "la gestione dei casi gravi ha consentito di abbassare il tasso di mortalità fino a livelli dello 0,1-0,3%, confermando di nuovo che si tratta di una malattia infettiva in grado di dare conseguenze anche gravi ma in una fascia di persone ben definita e a cui invece l'assoluta maggioranza delle persone risponde senza andare incontro a gravi patologie e quindi risponde con la guarigione".

"In Italia c'è una popolazione anziana e si spiegano così i tassi di mortalità del 2-3%. Gli anziani sono più fragili, lo vediamo con l'influenza. Da quest'ultima possiamo proteggerli con il vaccino; non essendoci il vaccino per il Coronavirus c'è la mortalità. L'unica maniera per proteggerli è circoscrivere i focolai come si sta facendo". Lo ha detto Giovanni Rezza, direttore del dipartimento malattie infettive dell'Istituto Superiore di Sanità in conferenza stampa alla Protezione civile. Prima che fosse individuato il 'caso indice', vale a dire il 38enne di Cologno, il coronavirus era già in circolazione nel lodigiano da "una/due settimane". Lo ha detto il direttore del Dipartimento malattie infettive dell'Iss Giovanni Rezza confermando il focolaio "è abbastanza circoscritto". "Quasi tutto - ha precisato - è riconducibile all'epicentro dell'epidemia, che si trova nel lodigiano. Poi ci sono un paio di focolai più piccoli in Veneto. Ma gli altri sono casi che vengono dall'epicentro dell'epidemia".

Tutti coloro che sono stati negli ultimi 14 giorni nelle zone 'focolaio' italiane - quindi nei 10 comuni lombardi e a Vo' Euganeo - devono comunicarlo alla Asl che dispone la "sorveglianza sanitaria" e "l'isolamento fiduciario" nella propria abitazione. 

Ansia da coronavirus: l'aiuto della psicologa

Un comune della provincia di Pavia, Tromello, ha istituito un servizio gratuito di consulenza psicologica in collaborazione con una professionista milanese, Maddalena Castelletti, a distanza. Le sedute si svolgono con una video chiamata su Skype o Whatsapp, così come attraverso Whatsapp si prende appuntamento. Il servizio non è riservato ai residenti a Tromello ma può essere utilizzato da chiunque; è pensato soprattutto per la provincia pavese, la quarta in Italia per numero di contagi da coronavirus.

Coronavirus: le difficoltà logistiche e il numero verde

Una delle difficoltà maggiori nella gestione dell'emergenza ha riguardato la gestione della 'paura' ingiustificata delle persone dopo due ordinanze regionali: la prima che isolava i dieci comuni del Lodigiano (oggi chiamato zona rossa) da dov'è si è diffuso il virus, e la seconda blindava di fatto l'intera regione con scuole chiuse, messe e riti religiosi vietati, così come eventi sportivi con partecipazione massiva. 

La gente ha preso d'assalto i supermercati, anche se non è prevista alcune chiusura dei negozi e in questi giorni supermercati e ortomercato hanno funzionato regolarmente. Mascherine e amuchina sono andate a ruba anche in farmacia, non senza casi di sciacallaggio. Così come i numeri verdi lanciati per gestire l'emergenza sono stati presi d'assalto.

Infatti, coloro che riscontrano sintomi influenzali o problemi respiratori non devono andare in pronto soccorso, ma devono chiamare il numero verde unico regionale 800.89.45.45 che valuterà ogni singola situazione e spiegherà che cosa fare. Per informazioni generali chiamare invece il 1500, numero di pubblica utilità attivato dal Ministero della Salute. Fontana e Gallera hanno sottolineato che il 112 non va assolutamente intasato per chiedere informazioni.

Ad oggi il numero unico regionale 800894545 sta ricevendo una media di circa 300.000 chiamate al giorno. Per questo motivo sono già operativi 21 volontari della Protezione civile e altri ancora stanno terminando la formazione.

Coronavirus a Milano: mezzi Atm, treni Trenord e lavoro a casa

In città, a Milano, la circolazione delle persone per strada è molto diminuita: merito anche dello smartworking. Regolarmente in funzione, invece, i trasporti pubblici. Nella tarda serata di domenica, Atm ha fatto sapere che "in accordo con quanto indicato dalle autorità, domani - lunedì - il servizio di trasporto pubblico Atm sarà attivo su tutta la rete. Daremo aggiornamenti in tempo reale e informazioni sul nostro sito e sull'app". 

La stessa azienda ha annunciato che "stiamo svolgendo una sanificazione straordinaria quotidiana dei mezzi in circolazione".

Anche Trenord è impegnata nella sanificazione dei suoi treni. Per questo, e considerando la riduzione dei passeggeri, sono stati cancellati molti treni (qui tutte le info).

Modifiche anche per la circolazione dei mezzi di Movibus, che nel frattempo ha adottato un curioso sitema di protezione contro il virus (le immagini).

Come proteggersi dal Coronavirus?

C'è un vademecum con tutto quello che bisogna sapere per cercare di allontanare l'incubo contagio. Le mascherine servono davvero per proteggere dal Coronavirus? La risposta, anche discretamente categorica, è arrivata martedì mattina da Walter Ricciardi, componente del comitato esecutivo dell'organizzazione mondiale della Sanità e da lunedì consigliere del ministro Roberto Speranza proprio per affrontare la diffusione del virus.

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Durante il solito punto stampa, il professore - accanto al capo della protezione civile, Angelo Borrelli - ha spiegato: "Le mascherine alle persone sane non servono a niente. Servono per proteggere le persone malata da un potenziale contagio con la loro vociferazione e servono per proteggere il personale sanitario".

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