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Attualità Cagnola / Piazza Prealpi

Qualcuno ha provato a bruciare la panchina di Lea Garofalo

L'ennesimo blitz vandalico in piazza Prealpi. La panchina sarà sistemata

Una grossa macchia nera. Proprio accanto alla targa col suo nome. Ennesimo blitz vandalico contro la panchina dedicata a Lea Garofalo, la testimone di giustizia uccisa il 24 novembre del 2009 dall’ex marito e dal cognato, Carlo e Vito Cosco, 'ndranghetisti che diedero poi fuoco al suo corpo per tre giorni per far sparire tutti i resti. 

Qualcuno, non è ancora chiaro chi, ha cercato di dare fuoco alla panchina che si trova nei giardini di piazza Prealpi e che è colorata di rosso per sensibilizzare tutti sulla violenza contro le donne. "Nuovamente danneggiata la panchina per Lea Garofalo. Nuovamente la sistemeremo, vigliacchi!", ha denunciato sui social Giulia Pelucchi, presidente del municipio 8. 

“Un nuovo intollerabile attacco a Lea Garofalo, donna coraggiosa testimone di giustizia assassinata dalla 'ndrangheta. La panchina rossa a lei dedicata in piazza Prealpi, luogo emblematico della sua storia, è stata danneggiata da ignoti che hanno cercato di appiccare un fuoco sulla seduta - hanno poi raccontato in una nota congiunta la segretaria metropolitana del Pd Milano, Silvia Roggiani, e la stessa Pelucchi -. Purtroppo non è la prima volta. Questi spregevoli sfregi sono il motivo per cui, ogni giorno, dobbiamo tenere alta l’attenzione. Combatteremo sempre qualsiasi organizzazione di stampo mafioso seguendo l’esempio di Garofalo - hanno aggiunto -. Piazza Prealpi diventerà uno spazio pubblico dedicato ai diritti di tutte e tutti. Dopo la panchina gialla per Regeni e Zaki, la prossima sarà dedicata alla comunità arcobaleno. Contrasteremo così chi ci vuole intimidire. Sistemeremo la panchina e auspichiamo - hanno concluso - che le telecamere presenti possano fare luce sugli autori di questo vile gesto”.

"L'atto costituisce un'odiosa provocazione della criminalità organizzata che offende la memoria di Lea e tutti noi", il pensiero di Roberto Cenati, presidente di Anpi Milano. "Occorre una forte e ferma reazione di Milano e delle istituzioni. Vanno previsti in piazza Prealpi, come in tutti i luoghi della Memoria di Milano, adeguati strumenti di controllo e posizionate telecamere di videosorveglianza. Milano - ha rimarcato - non può più tollerare atti che ne offendano la memoria".
 

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