Mercoledì, 29 Settembre 2021
Attualità

Le famiglie che offrono casa loro alle donne in fuga dall'Afghanistan

L'iniziativa della coop "Il Melgrano" ribattezzata #Unastanzaperunadonnaafghana

Ricominciare a vivere. Scappare dal terrore e iniziare una nuova vita. Al sicuro. "Il Melograno", cooperativa di Segrate, ha lanciato nelle score ore l'iniziativa "#Unastanzaperunadonnaafghana", una sorta di chiamata alla solidarietà dedicata alle donne, e alle famiglie, in fuga dall'Afghanistan dopo che il Paese è tornato nelle mani dei talebani. 

La cooperativa, che conta circa 700 lavoratori e 500 soci, si è già messa a disposizione delle autorità governative e del territorio, hanno fatto sapere dalla coop, "decidendo di attivarsi anche individuando da subito una rete di famiglie, tra i propri soci e tra chi vorrà aderire all’iniziativa, che possano mettere a disposizione una stanza per una donna afghana in fuga dal fondamentalismo talebano". La proposta è già stata raccolta da "Casa di Betania" - una onlus di Rozzano - e da una rete di coop sociali. 

“Si tratta di mettere a disposizione gratuitamente una stanza per un periodo transitorio, al massimo tre mesi, per accogliere una donna costretta a scappare dalla guerra e dalla furia misogina dei talebani - hanno chiarito dalla cooperativa -. Lo dobbiamo alle persone che abbiamo illuso con il nostro tentativo di esportare democrazia, lasciandole poi in balia dei fondamentalisti. Non possiamo stare fermi o in silenzio: siamo sicuri che la sensibilità dei nostri soci aiuterà, come già successo in passato, anche in questo momento tanto tragico. Ci siamo stati, ci siamo e ci saremo per perseguire l’interesse generale della comunità coerenti con i valori della cooperazione sociale”.

“In queste ore - hanno proseguito - stiamo ascoltando con sconcerto le testimonianze dei rifugiati afghani che già sono presenti nella rete Sai, ex Sprar, e che stanno manifestando agli operatori la disperazione per chi è rimasto in Afghanistan. Riteniamo molto importante e condivisibile l’attivazione che l’associazionismo, il comune di Milano e Anci Lombardia stanno mettendo in campo per promuovere diverse risposte alla emergenza e riteniamo di metterci in rete con queste realtà per costruire risposte. Al governo chiediamo di allestire urgentemente corridoi umanitari protetti per permettere a chi fugge perché in pericolo di lasciare il paese in sicurezza”.

"Occorre assicurare l'evacuazione dall'Afghanistan di uomini, donne e bambini che rischiano la vita semplicemente per avere creduto nei valori della democrazia, della libertà di esprimersi e di studiare, accogliendoli attraverso l’ampliamento della rete Sai già presente nei territori, a cominciare dalle donne e dalle famiglie che rientrano nel programma di protezione definito dal Governo del personale civile afghano collaboratore del contingente militare nazionale. Non vogliamo vicariare o peggio sostituirci a nessuno, ma - hanno concluso da Il Melograno - vogliamo dare nell’immediato un segnale concreto di fattiva disponibilità”.

Chiunque fosse interessate a partecipare al progetto può scrivere all'indirizzo mail afghanistan@ilmelogranonet.it
 

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Le famiglie che offrono casa loro alle donne in fuga dall'Afghanistan

MilanoToday è in caricamento