Lo sfogo del promoter: «Troppi veti, impossibile fare spettacoli all'aperto»

Claudio Trotta (Barley Arts), dopo il lockdown, voleva organizzare due mesi di spettacoli a Villa Litta e Cascina Monluè ma si è scontrato con i "no" del Comune di Milano e di un'associazione

Concerto della Filarmonica a Villa Litta (foto Giulia Castelluccio)

Troppi veti incrociati: e così Milano, quest'estate, non avrà una grande kermesse di spettacolo dal vivo che si sarebbe svolta da metà luglio a metà settembre, per quattro giorni alla settimana, in due spazi all'aperto in periferia: Villa Litta ad Affori e Cascina Monluè a Forlanini.

E' molto amareggiato Claudio Trotta, promoter al vertice di Barley Arts, nel raccontare la vicenda sulla sua pagina Facebook. «Il mondo dello spettacolo dal vivo - commenta - è quasi l'unico che ha ancora le attività bloccate sine die. Non c'è una data certa per l'abbandono dell'emergenza, perché duecento persone al chiuso e mille all'aperto limitano le attività in modo sostanziale. Intanto le fabbriche sono ripartite, così il turismo, i ristoranti e quant'altro».

Trotta aveva scelto due spazi grandi, già spesso utilizzati per spettacoli dal vivo anche di recente, come nel caso di Villa Litta, dove si è esibita per tre giorni la Filarmonica della Scala dopo il lockdown. Avrebbe voluto organizzare concerti, teatro, cabaret, talking e altro per quattro giorni alla settimana, mantenendo gratuite le giornate di giovedì e domenica e facendo pagare un biglietto da 5 a 20 euro, a seconda dei casi, venerdì e sabato, con cancelli aperti alle 18 per permettere alla cittadinanza di utilizzare i due parchi durante il resto  della giornata.

Ma niente da fare. Eppure sembrava che tutto fosse avviato per il meglio: «Avevo già incontrato i presidenti dei due Municipi, i comitati di quartiere, alcuni consiglieri comunali e avevo anche chiesto un incontro all'associazione che ha vinto un bando per Cascina Monluè. Ad un certo punto ho fatto partire le richieste ufficiali», racconta Trotta. E hanno incominciato a manifestarsi gli ostacoli. Come l'impossibilità di incontrare l'associazione di Cascina Monluè. «Tramite l'assessore alla cultura del Municipio 4 - continua il promoter - mi hanno fatto sapere che si sarebbero potuti riunire non prima di giugno, poi che a luglio avrebbero dovuto iniziare i lavori». 

Villa Litta, troppi veti dagli uffici comunali

Non è andata meglio a Villa Litta, dove a mettere i bastoni tra le ruote è stato il settore Verde del Comune di Milano. «Hanno incominciato a dire che sul prato non ci si può stare», ricorda Trotta: «Ho pensato a tutta la gente che ci va normalmente e si sdraia sull'erba. Perché per uno spettacolo non si può? Poi hanno fatto questioni sul palco, che ovviamente sarebbe stato "basico". Abbiamo una certa esperienza di allestimento e non avremmo fatto danni». E infine la ristorazione di qualità, indispensabile da affiancare ai concerti e agli spettacoli per garantire la sostenibilità economica, ma bocciata dagli uffici comunali. 

Risulato: non se ne fa niente, né per Villa Litta né per Cascina Monluè. «Gli spazi pubblici non sono più tali», conclude Trotta con amarezza, «perché, per riuscire ad averli, devi passare attraverso una serie di problematiche, tra cui capire da chi dipendono fra Demanio, Sportello Unico, Cultura, Zona e così via. Restano gli spazi privati, che però spesso sono onerosi e talvolta controllati da multinazionali: difficile ottenerli per chi è indipendente». 

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