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(Foto Vondershouster85/Instagram)

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Milano, ecco "l'assenza spettacolare": manifestazione dei lavoratori dello spettacolo davanti alla Scala

La protesta contro il Dpcm che chiude teatri, danza, cinema fino al 24 novembre

Dopo "Bauli in piazza", in Duomo, i lavoratori dello spettacolo scendono nuovamente in piazza per protestare contro il Dpcm di Giuseppe Conte che ha sospeso, fino al 24 novembre, ogni spettacolo dal vivo: una misura sulla quale si era dichiarato contrario anche il sindaco di Milano Beppe Sala. Lo fanno con una manifestazione intitolata "Assenza spettacolare", organizzata per la mattinata di venerdì 30 ottobre in numerose piazze italiane tra cui, a Milano, piazza della Scala e, a Roma, piazza di Monte Citorio, davanti alla sede della Camera dei Deputati.

«È un errore chiudere teatri e sale cinematografiche. Luoghi che avevano garantito le misure contro i contagi, la protezione della salute ai lavoratori e agli spettatori. Il settore obbligato dall’inizio della crisi a fermarsi, deve subire un altro brusco stop che non comprendiamo, soprattutto perché le misure imposte non consentivano il ritorno alla normalità, e comunque davano spazio, a nostro avviso, a un aumento della capienza, ove possibile, mantenendo le condizioni di sicurezza», si legge in una nota dei sindacati Sic-Cgil, Fistel-Cisl e Uilcom-Uil.

Il Governo ha promesso un ristoro "una tantum" che dovrebbe arrivare direttamente sul conto corrente dei lavoratori, tra novembre e dicembre; ma i sindacati fanno notare che alcuni lavoratori del settore attendono ancora i bonus di maggio e perfino di aprile.

Prima che il Dpcm disponesse la sospensione degli spettacoli, l'Agis (Agenzia generale italiana dello spettacolo) aveva diffuso un rapporto, su dati Ats e Immuni, in cui si "fotografava" la situazione del conagio da Covid per gli spettacoli eseguiti dopo la ripartenza del settore, il 15 giugno, fino a inizio ottobre. I dati parlavano di un solo caso di positività su oltre 340 mila spettatori monitorati. 

Nonostante questo, il Governo ha deciso per la "linea dura", insieme con la chiusura di palestre e piscine. In precedenza, le regole per gli spettacoli dal vivo erano molto stringenti: 200 persone in sale al chiuso, con possibili deroghe regionali sala per sala.

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