Coronavirus, a Milano e in Lombardia aumentano i contagi: cosa sta succedendo

Il numero dei contagi sta crescendo sensibilmente da mercoledì. Ecco il motivo e come si può avere il polso della situazione anche se i dati ufficiali non sono precisi

Immagine repertorio

Quasi 1.500 nuove persone contagiate dal Coronavirus e poi altre 110 uccise. Sono i dati di domenica 12 aprile. Numeri attraverso i quali si evince che l'agente patogeno sta ancora crescendo. E il virus sembra essere diventato "più cattivo" da mercoledì 8 aprile quando il numero dei contagiati ha iniziato ad aumentare dopo un rallentamento. Colpa dei runner? No, è semplicemente raddoppiato (letteralmente) il numero di tamponi analizzati dai laboratori lombardi. 

E va da sé che più tamponi vengono analizzati più emergono persone positive, soprattutto a Milano dove secondo il direttore del dipartimento malattie infettive dell'ospedale Sacco, Massimo Galli, i contagi potrebbero essere 5-6 volte quelli diagnosticati. Il numero dei tamponi processati in Lombardia non è mai stato costante. Non è una critica ma una constatazione. Si nota attraverso dati forniti dalla Protezione Civile e rilanciati dalla Regione. Dall'8 aprile il numero di test svolti nella Regione si è stabilizzato a circa 9mila al giorno, ma prima di questa data il numero dei test variava in continuo tanto che il grafico di questa situazione è simile alla cima del Resegone: la linea sale e scende continuamente propro come la cresta della montagna lombarda. Prendiamo i numeri. Dal 23 marzo al 7 aprile sono stati effettuati (ma soprattutto analizzati) 88.733 campioni. Facendo un calcolo da terza elementare si scopre che la media è di 5.546 analisi per giorno. E già attraverso questa semplice operazione aritmetica si evince che sono poco più della metà rispetto a quelli degli ultimi giorni. Ma se si va a guardare la questione da vicino si scopre che il dato varia tra i 2.644 del 23 marzo e gli 8.107 del 5 aprile. E quindi va da sé che non si può avere il polso della situazione attraverso le persone che vengono trovate positive al test.

I contagiati, lo ripetiamo, sono molti di più rispetto a quelli certificati. Lo ha detto la protezione civile, lo hanno detto gli scienziati, ce lo stanno dicendo i lettori. Dopo questo articolo molti di voi ci hanno scritto per descriverci la loro esperienza. Risultato: a Milano e in Lombardia ci sarebbero numerose persone che hanno presentato tutti i sintomi di questa maledetta malattia e a cui non è mai stato fatto il tampone.

E la domanda sorge spontanea: qual è il dato che indica il quadro della situazione? Il grafico dei "Variazione percentuale giornaliera dei nuovi positivi in Lombardia"? No, perché si basa sui dati dei positivi che a sua volta si basa sul dato dei tamponi. I decessi? Nein, anche in questo caso la cifra non è precisa: nel marzo 2020 la mortalità ha fatto un balzo in avanti in tutta la Regione ma l'aumento è superiore al numero dei decessi per coronavirus.

L'unico dato che, in qualche modo, può aiutare a capire come sta proseguendo l'epidemia è quello dei ricoverati negli ospedali della Regione e, soprattutto, la cifra delle persone che si trovano nelle terapie intensive. Si tratta di malati che hanno sviluppato una forma di Covid-19 particolarmente grave e che necessitano di cure specialistiche. Il loro numero è certo e varia con precisione chirurgica ogni giorno. Attraverso questo dato si evince che le terapie intensive sono meno sotto stress rispetto a inizio aprile. Il "picco" è arrivato venerdì 3 aprile quando nei reparti lombardi erano ricoverate 1.381 persone in terapia intensiva. Da allora è iniziata una lenta (ma costante) diminuzione. E nella giornata di domenica 12 aprile l'indicatore era a quota 1.176.


Non è altrettanto confortante, invece, il dato relativo ai pazienti ricoverati nei reparti degli ospedali Lombardi. La linea non ha ancora iniziato a scendere in maniera costante, anzi. Tutto ciò significa che la battaglia sarà ancora lunga e che forse (almeno per i dati sulle rianimazioni) la prima ondata di piena sembra essere alle spalle. Quando terminerà tutto questo? Impossibile dirlo: i titoli di coda arriveranno quando questo virus scomparirà. E questo potrà avvenire solo con un vaccino o con un immenso colpo di fortuna.

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