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Piazza Duomo il 6 novembre (foto MiaNews)

Piazza Duomo il 6 novembre (foto MiaNews)

Gallera sulla zona rossa: "Curioso, solo in quattro Regioni"

Per l'assessore lombardo, il virus "circola in tutta Italia"

Torna a ribadire che si poteva "attendere l'esito delle misure di due settimane fa" prima di decretare la Lombardia zona rossa, ma non proporrà un ricorso al Tar: Giulio Gallera, assessore al welfare di Regione Lombardia, intervistato da Un Giorno da Pecora, su Radio 1, nel primo giorno di lockdown il 6 novembre, fa il punto della situazione.

Da un lato, l'assessore è d'accordo con il governatore Attilio Fontana, che aveva parlato di "schiaffo alla Lombardia": "Siamo consapevoli dei nostri dati", ha detto Gallera, "anche se due settimane fa avevamo iniziato ad applicare una misura rigida (coprifuoco e locali chiusi dopo le 18, n.d.r.), e l'efficacia di queste misure si deve vedere in questi giorni. Quindi attendere, magari, l'evoluzione dei numeri avrebbe dato un senso anche ai milanesi rispetto alla necessità di ridurle o inasprirle".

Dall'altro, però, conferma la proposta delle Regioni riguardo a un lockdown generale, che poi non è stato accolto dal premier Giuseppe Conte: come si sa, il governo ha preferito differenziare le misure rispetto al grado di rischio epidemiologico. "Io avrei fatto delle misure più stringenti ed in maniera più diffusa, questa era una strategia che avevano chiesto anche molti governatori”, ha affermato Gallera.

"Da noi tanti positivi perché facciamo tanti tamponi"

Ed infine il dubbio sul perché la Lombardia sia stata inclusa nella zona rossa, che comprende anche Piemonte, Valle d'Aosta e Calabria: "Il dato oggettivo è che oggi il virus sta girando in maniera vorticosa in tutta Italia. È curioso il fatto che oggi siano state considerate rosse solo quattro Regioni. Noi abbiamo chiesto una valutazione su questo". E ancora: "Noi in Lombardia oggi facciamo 46 mila tamponi, il che evidenzia tanti positivi, l'80% di questi asintomatici ma è anche come sia un elemento di disvalore, perché se fai solo 10 mila tamponi, come fanno molte Regioni, hai un numero di positivi più basso. Noi oggi abbiamo circa 500 persone in terapia intensiva e abbiamo una capacità di duemila, per dire".

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