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Il lavoratore (invalido al 100%) licenziato nel primo giorno di sblocco dei licenziamenti

Succede a Segrate. Fiom Cgil sul piede di guerra

Tecnicamente, così c'è scritto nella lettera di "avviso", è in corso una "riorganizzazione" del lavoro che "non giustifica più" la sua presenza lì. In pratica, in una parola: licenziamento. 

È nero il futuro di un lavoratore della "Flsmidth Maag Gear" di Segrate, sede locale di una multinazionale del settore metalmeccanico. Giovedì 1 luglio, primo giorno di sblocco dei licenziamenti per le aziende non colpite dalla crisi covid, il dipendente ha infatti ricevuto l'amara sorpresa. 

A denunciare la sua storia è la Fiom Cgil, che è già sul piede di guerra. Il lavoratore, stando a quanto riferito dalla sigla sindacale, ha una invalidità del 100% a causa di una malattia che progressivamente gli ha fatto perdere la vista e per anni è stato addetto alle macchine a controllo numerico. 

Con quello che dal sindacato definiscono un "cinismo da guinness dei primati", il gruppo dirigente aziendale nelle scorse ore ha inviato al dipendente - che rientra tra le categorie protette - una comunicazione preventiva dell'intenzione di procedere al licenziamento di tipo economico "in conseguenza della necessaria riorganizzazione del lavoro in atto, che non giustifica più il mantenimento del posto di lavoro".

“Siamo di fronte a un'ingiustizia clamorosa – l'accusa di di Marco Mandrini, segretario della Fiom milanese –, oltre che ad un'assenza di sensibilità che sconcerta. Per questo - ha annunciato il sindacalista - con il lavoratore e il nostro ufficio legale, abbiamo deciso di impugnare il licenziamento".

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