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Il sogno del maxi parco metropolitano milanese

"Per ridare ossigeno ad un territorio cementificato", scrive Legambiente, che ha lanciato la proposta

Parco Nord, foto da distrettobicocca.it

Un enorme parco metropolitano che partendo dal nord di Milano si estenda fino a sud, coinvolgendo giardini e aree protette, ossigendando la città e rendendola più fresca. Torna a immaginarlo (e ad auspicarne la realizzazione) Legambiente Lombardia, in occasione della Giornata mondiale dell'ambiente, che viene celebrata il 5 giugno. 

Il tema della Giornata di quest’anno sarà il 'Ripristino degli Ecosistemi', con l’obiettivo di prevenire, fermare e invertire i danni inflitti agli ecosistemi del pianeta, passando dallo sfruttamento della natura al suo risanamento. Il 5 giugno, inoltre, lancerà ufficialmente il decennio delle Nazioni Unite per il ripristino dell’ecosistema, introdotto dall’Onu al fine di far rivivere miliardi di ettari, dalle foreste ai terreni agricoli, dalle montagne al mare in tutto il globo. 

In questo contesto, l'associazione ambientalista torna a proporre l'idea di un maxi parco metropolitano milanese. «Mai come oggi - dichiara Barbara Meggetto, presidente di Legambiente Lombardia - avvertiamo l’urgenza di essere circondati da oasi di natura. La chiusura al pubblico dei grandi centri di aggregazione commerciale ha favorito gli spostamenti verso gli ambienti naturali, meglio se prossimi alle nostre abitazioni. Un dato che ci fa sempre più pensare come, soprattutto nella Città Metropolitana sia urgente fare passi avanti rispetto all’ipotesi di Parco Metropolitano Milanese, una vera e propria area di protezione dal cambiamento climatico per i cittadini dell’area metropolitana. Un grande parco diffuso che, partendo dal Parco Nord al Parco Agricolo Sud Milano coinvolga anche le aree protette di Natura 2000, i monumenti naturali, i Parchi locali di interesse sovracomunale e le riserve regionali».

La lotta contro il tempo utile a contrastare il cambiamento climatico, infatti, non risparmia nessuna area geografica, tanto meno la Lombardia dove sono ancora troppo marginali le azioni di ripristino degli ambienti, da quelli naturali dove si è sfruttato massicciamente il suolo, compromesso o cancellato ecosistemi, ridotto l’apporto fondamentale della vegetazione, a quelli urbani in stato di sofferenza per l'eccessiva impermeabilizzazione. 

Legambiente da anni sostiene l’istituzione di un’unica grande rete che unisca il Parco Agricolo Sud Milano e il Parco Nord Milano, i 17 parchi locali di interesse sovracomunale, le quattro aree natura 2000 di importanza comunitaria, le 13 aree di grande valore naturalistico, i 230 fontanili attivi, i 3.800 Km di canali irrigui e i 3 milioni di alberi del progetto ForestaMI. Senza tralasciare l’apporto fondamentale delle aree agricole capitanate dai distretti e dalle aziende agricole locali. Una grande connessione verde che, abbracciando la Città Metropolitana Milanese, possa garantire una migliore qualità di vita per gli oltre tre milioni di abitanti della terza area più popolata d'Europa dopo Londra e Parigi».

«Come Legambiente - chiosa Meggetto - abbiamo deciso di farci promotori di un percorso di dibattito con il territorio per raccogliere dubbi, criticità, suggerimenti. Sarebbe interessante vedere anche le istituzioni andare verso questa direzione con l’apertura di un tavolo di confronto. Serve un luogo di partecipazione delle comunità locali e del mondo agricolo, per creare quelle indispensabili condizioni al consenso e giungere davvero in tempi ragionevoli all’istituzione di quell'abbraccio verde tanto indispensabile ai territori dell’area metropolitana.

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