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Il ponte visto da un treno

Il ponte visto da un treno

Terminati i lavori sul viadotto che stava per crollare: riaperto il Ponte San Michele

Il ponte era stato chiuso in fretta e furia nel settembre 2018. Riaperto dopo la fine dei lavori

Circa 240mila ore di lavoro distribuite su turni di 24 ore. Tutto per salvare il ponte San Michele che nel settembre 2018 era stato chiuso in fretta e furia perché a rischio crollo. E nella giornata di lunedì 14 settembre il "dinosauro di ferro" è tornato a vivere: è stato riaperto anche al traffico ferroviario.

Una riapertura con delle limitazioni, esistenti anche prima dei lavori di ripristino. Sul viadotto possono passare veicoli con peso non superiore alle 3,5 tonnellate e con larghezza non superiore a 2,20 metri. Il traffico veicolare, inoltre, circola a senso unico alternato e la velocità massima consentita è di 20 chilometri orari. Il ponte è aperto al traffico ferroviario ma può essere attraversato da convogli con un peso per asse superiore a 16 tonnellate (con specifiche deroghe per i convogli di nuova generazione Caravaggio e Donizetti), i treni dovranno andare ancora più piano delle auto: la velocità massima consentita è di 15 chilometri orari. Non solo: è prevista la circolazione alternata (non contemporanea) del traffico stradale e quello ferroviario.

Sul ponte hanno lavorato oltre 60 fra ingegneri, tecnici e operai Rfi e delle ditte appaltatrici. Il costo complessivo dei lavori è di circa 21,6 milioni di euro, di cui 1,6 milioni finanziati da Regione Lombardia. I lavori non sono ancora finiti: il cantiere proseguirà nelle prossime settimane verranno verniciate le parti non interessate dal traffico stradale e ferroviario.

Il ponte San Michele: la storia

La struttura, progettata dall'ingegnere svizzero Jules Röthlisberger è lunga 266 metri e si eleva a 85 metri al di sopra del livello del fiume Adda. È stata costruito tra il 1887 e il 1889 e nel 2017 era stato candidato per essere inserito nella lista Unesco dei patrimoni dell'umanità.

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