Martedì, 27 Luglio 2021
Cronaca Porta Venezia

Porta Venezia, blitz delle forze dell'ordine nell'accampamento dei migranti

Polizia e guardia di finanza hanno effettuato verifiche tra le persone accampate nei giardini di via Vittorio Veneto e lungo i Bastioni di Porta Venezia

Migranti in Porta Venezia e Stazione Centrale (2018, Sardone)

20 persone controllate e sette condotte in questura per verifiche sulla regolarità del loro permesso di soggiorno. Questo il risultato del blitz che il 10 luglio ha visto polizia e guardia di finanza effettuare controlli sui migranti accampati nei giardini di via Vittorio Veneto e lungo i bastioni di Porta Venezia. L'area già negli anni scorsi era stata uno dei luoghi prescelti dai 'transitanti', stranieri di passaggio a Milano desiderosi di proseguire il loro viaggio verso il Nord Europa.

L'intervento delle forze dell'ordine era stato chiesto da tempo dai residenti del quartiere, infastiditi dai bivacchi nella striscia di verde che costeggia i binari del tram lungo via Vittorio Veneto e i bastioni di Porta Venezia. Anche l'assessore alle politiche sociali, salute e diritti Pierfrancesco Majorino negli scorsi giorni aveva denunciato alla prefettura la presenza di circa 200 stranieri accampati in Porta Venezia e in piazza Duca D'Aosta, chiamando il ministro dell'Interno Matteo Salvini a gestire la situazione per non scaricarla interamente sulla città. Il numero di 'transitanti' presenti a Milano da qualche settimana, di provenienza prevalentemente eritrea, è molto limitato rispetto agli anni passati, anche se dal punto di vista di Majorino si tratta comunque di "una dinamica da non sottovalutare". Sulla situazione si era pronunciato anche l'assessore alla sicurezza della regione Lombardia Riccardo De Corato, che aveva prospettato l'ipotesi di convogliare i migranti "nei centri per il rimpatrio".

Le polemiche

Dopo il botta e risposta tra Majorino e De Corato, alcuni parlamentari di centrosinistra hanno depositato un'interrogazione al ministro dell'Interno Matteo Salvini. Nello specifico, i deputati del Pd Lia Quartapelle, Emanuele Fiano, Ivan Scalfarotto e Lisa Noja e il deputato di +Europa Bruno Tabacci hanno chiesto al leader della Lega di "contrastare le situazioni di degrado e gli accampamenti abusivi riapparsi dopo mesi a Milano", sottolineando il ruolo che paesi vicini al ministro, come Austria e Ungheria, avrebbero avuto nel respingere i migranti e a farli quindi tornare in Italia. Di qui la richiesta di "sanzioni europee per chi non accoglie e per coordinare l'accoglienza nei vari Comuni della Lombardia". I parlamentari hanno poi ricordato come gli accampamenti fossero scomparsi "grazie al lavoro del Comune, che ospita ogni notte più di 5 mila persone, della Prefettura che ha coordinato l'accoglienza nell'hinterland e del governo Gentiloni che, negli ultimi due anni, ha fatto calare gli sbarchi da 180 mila a 17 mila persone". Diametralmente opposto, invece, il punto di vista della consigliera comunale e regionale di Forza Italia, Silvia Sardone, secondo cui la situazione degli accampamenti dei migranti sarebbe il frutto della "propaganda pro immigrazione della sinistra".

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