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Il boschetto

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Pusher del boschetto aggredisce i carabinieri: arrestato, due mesi fa era stato quasi sgozzato

In manette un marocchino di 19 anni. A gennaio era stato accoltellato nel bosco della droga

Sessantaquattro giorni dopo quella coltellata che lo aveva quasi ammazzato, era tornato lì. I militari lo hanno "riconosciuto" a prima vista, capendo subito che non era un tossico. E infatti, appena gli hanno chiesto i documenti, lui ha reagito con violenza scagliandosi contro gli stessi militari. 

Un ragazzo di diciotto anni - un cittadino marocchino irregolare in Italia e con precedenti - è stato arrestato mercoledì mattina nel boschetto della droga di Rogoredo con le accuse di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti e resistenza a pubblico ufficiale. 

I carabinieri della stazione Porta Romana Vittoria, impegnati nei controlli quotidiani disposti dalla Prefettura, lo hanno sorpreso poco dopo mezzogiorno all'interno di una cascina abbandonata in compagnia di altre tre persone, tutte evidentemente sotto effetto di sostanze stupefacenti. È bastata una semplice richiesta di documenti per scatenare l'ira del 18enne, che ha subito aggredito i militari, che sono riusciti a fermarlo soltanto al termine di una colluttazione. 

Addosso gli uomini dell'Arma gli hanno trovato due grammi di cocaina e 430 euro in contanti, che aveva guadagnato proprio spacciando in quell'area verde diventata nel tempo il paradiso dell'eroina. Quello stesso "paradiso" in cui lo scorso 8 gennaio era stato accoltellato al collo da un altro pusher, un italiano di ventiquattro anni con cui aveva litigato. Il fendente lo aveva quasi ammazzato e soltanto un'operazione d'urgenza gli aveva salvato la vita. 

Mercoledì, quando i carabinieri lo hanno arrestato, aveva ancora le medicazioni dell'ospedale sulla ferita. 

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