Cronaca

Imposte non pagate per 320 milioni di euro: arrestato Danilo Coppola

L'immobiliarista era già stato condannato ad aprile per bancarotta

Danilo Coppola

Il nucleo di polizia tributaria di Milano nelle scorse ore ha arrestato Danilo Coppola, notissimo immobiliarista attivo in città e a Roma. Le accuse sono di bancarotta fraudolenta e sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte.

Secondo l’accusa Coppola si sarebbe reso responsabile della "sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte per un ammontare complessivo pari ad oltre 320 milioni", importo per il quale è stato disposto il sequestro preventivo "per equivalente" su beni immobili e conti riconducibili all’immobiliarista. L’ordinanza di custodia cautelare in carcere è stata emessa dal gip Livio Cristofano su richiesta del procuratore aggiunto Francesco Greco e dei Pm Mauro Clerici e Giordano Baggio.

L’indagine ha "consentito di ricostruire le dinamiche relative a complesse operazioni, anche a carattere transnazionale, di distrazione del patrimonio di alcune società facenti capo all’indagato, che ne hanno cagionato il dissesto economico-finanziario". Da qui la contestazione delle accuse di bancarotta fraudolenta e sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte.

L’immobiliarista Danilo Coppola è stato condannato ad aprile a nove anni di reclusione per bancarotta per distrazione o documentale in relazione al crac da 300 milioni di euro provocato dal fallimento, tra il 2007 e il 2009, di una decina di società del Gruppo. I giudici della decima sezione penale di Roma che hanno disposto altre 9 condanne e quattro assoluzioni tra cui quella della moglie di Coppola, Silvia Necci. "Il pregiudizio regna, sono sbalordito, ma fiducioso. Ogni debito era stato estinto", aveva commentato l’immobiliarista per il quale il pubblico ministero aveva chiesto una condanna a 13 anni e mezzo.

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