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L'uomo le inviava lettere anche dal carcere

L'uomo le inviava lettere anche dal carcere

L'operaio diventato stalker di una 15enne: like, messaggi e lettere dal carcere per 4 anni

In manette un operaio di 58 anni. Gli atti persecutori iniziati quando la vittima ne aveva 15

Nel 2015 lei aveva soltanto quindici anni e lui cinquantaquattro. Eppure, nonostante quei trentanove anni di differenza, lui si era follemente innamorato di lei, di quella ragazzina che viveva - e vive - nel suo stesso paese e di cui lui conosce i genitori. Così, ha iniziato a tormentarla, a inseguirla, a pedinarla, a cercarla ossessivamente in strada e sui social. E lo ha fatto fino a martedì quando è finito in carcere. Di nuovo. 

Un uomo di cinquantotto anni, un operaio italiano residente a Settala, è stato arrestato dai carabinieri della stazione di Peschiera Borromeo in esecuzione di un'ordinanza di custodia cautelare in carcere con l'accusa di atti persecutori nei confronti di una ragazza oggi 19enne. 

I messaggi dai cartoni animati

L'incubo della giovane, però, era iniziato nel lontano 2015: in quell'anno il 58enne aveva cominciato a scriverle su Facebook con vari profili con nomi finti, molto spesso scelti tra i personaggi dei cartoni animati. L'adolescente, che all'epoca aveva quindici anni, aveva iniziato a ricevere decine e decine di messaggi al giorno con cui l'uomo le diceva "sono innamorato di te" e lo aveva denunciato. 

Così, un anno dopo, era arrivata una prima ordinanza di custodia cautelare e l'uomo era finito in carcere per poi essere condannato a due anni e otto mesi di carcere. Anche dalla sua cella, che ha lasciato soltanto per un breve periodo in comunità, aveva però continuato a pensare alla ragazza, alla quale aveva spedito decine e decine di lettere, tanto che lei aveva formalizzato un'altra denuncia. 

Una volta uscito dal carcere, a maggio 2019, lo stalker aveva ricominciato a perseguitarla. Aveva creato un profilo Instagram e aveva messo like a tutte le foto della vittima e poi, una volta bloccato, aveva ricominciato il solito copione di falsi profili, messaggi e "mi piace". 

Bigliettini e basket

Non contento, aveva iniziato a pedinarla e cercarla in strada praticamente ovunque, con la ragazza che ormai si sentiva sempre osservata, come quel giorno in cui uscendo dalla chiesa aveva trovato sulla sua auto un bigliettino con la scritta: "Ti amo, siamo fatti per stare insieme". 

A metà novembre l'ultima follia: la 19enne era andata a Caravaggio per vedere una partita di basket e una volta nel palazzetto si era accorta che dietro di lei c'era seduto proprio il suo stalker. 

Martedì, dopo l'ennesima denuncia e un'altra ordinanza di custodia cautelare, per l'operaio si sono aperte di nuovo le porte del carcere. 

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