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Morto Paolo Finzi, amico di De André e anarchico nella Milano anni '70

Il giornalista milanese, 68 anni, ha aspettato di essere travolto da un treno nella stazione di Forlì dopo un lungo periodo di malattia

È morto Paolo Finzi, anarchico della Milano degli anni di Piombo, che fu il più giovane ad essere fermato per la strage di piazza Fontana. 68 anni, nei giorni scorsi ha aspettato che un treno lo travolgesse nei pressi della stazione di Forlì, dove si trovava per un'iniziativa culturale.

Una vita di attivismo

"Redattore della rivista anarchica 'A' fin dalla sua fondazione nel 1971 - l'ha voluto ricordare il presidente di Anpi Milano Roberto Cenati -, di famiglia antifascista, Paolo si è occupato a lungo delle vicende legate alla strage di piazza Fontana e della tragica fine di Giuseppe Pinelli. Ho avuto modo di conoscere, in diverse occasioni, Paolo e di apprezzare la sua passione e le sue doti di studioso della storia del nostro Paese. Paolo ha approfondito una questione non sempre ricordata a sufficienza: il ruolo degli anarchici nella Resistenza italiana contro il nazifascismo. Grazie, caro Paolo, per la tua instancabile e preziosa testimonianza.".

"L'origine ebraica della mia famiglia - scrisse Paolo nella testimonianza allegata al Dvd da lui realizzato sullo sterminio di rom e sinti nei lager nazisti -, la militanza socialista e antifascista dei miei genitori non solo prima e durante la Resistenza, l'impegno politico che ho respirato in famiglia fin da piccolo (tra parentesi, mia madre Matilde Bassani è prima cugina di Eugenio Curiel) mi hanno portato in contatto fin da bambino con tanti reduci dai lager. Poco, molto poco, ho sentito direttamente dalla loro voce. Ma molto ho sentito dire di loro, da quelle persone, loro intime, che ne riferivano. Quei racconti si incrociavano con le letture delle testimonianze di chi avrebbe dovuto passare per il camino, ma per qualche fortuita circostanza ne era scampato. E quasi sempre con un senso di colpa devastante, aveva potuto tornare a vivere. La grande maggioranza di quelli che ebbi modo di conoscere erano ebrei. Ma non tutti. Ricordo la professoressa Arata, cattolica, mitica docente di scienze al liceo Carducci nell'epoca del '68, anche lei deportata nei lager nazisti. Sentii dentro di me il dovere morale di fare qualcosa perché quella immane tragedia avesse, anche grazie a me, un'eco e una memoria". 

Oltre a essere militante anarchico e protagonista del circolo Ponte Della Ghisolfa, Paolo Finizi partecipò attivamente alla Crocenera - la società di mutuo soccorso che aiutava anche gli attivisti in carcere, fu divulgatore culturale, giornalista e diresse la rivista 'A', divenne amico di Fabrizio De André e fu membro attivo della Fondazione Gaber. Nel 1969 venne fermato per la strage di piazza Fontana, come Giuseppe Pinelli e tanti altri anarchici, finendo in questura ad appena 18 anni, mentre frequentava il liceo Carducci di Milano, per poi venire rilasciato: quel giorno era a casa con l'influenza. La decisione di gettarsi volontariamente sotto un treno vicino a Forlì è arrivata dopo un lungo periodo di malattia e grave difficoltà. In moltissimi hanno pianto la sua prematura scomparsa, comprese le figlie di Pinelli, Silvia e Claudia, che per anni ne sono state amiche. Finzi lascia la moglie Aurora e i due figli Elio e Alba.

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