Cronaca

Parcheggi per pendolari, la Cgil: "Troppi squilibri"

Pochi posti nei parcheggi d'interscambio, troppi in quelli urbani. Abbonamenti mensili sconvenienti. A Rogoredo manca un parcheggio, a Comasina sarà sottodimensionato. Tutte le osservazioni della Cgil

La Filt-Cgil ha presentato stamattina una ricerca sui parcheggi gestiti da Atm, ovvero quei parcheggi che i pendolari abitualmente usano per raggiungere Milano in auto e servirsi poi dei mezzi pubblici urbani per spostarsi in città. Dalla ricerca emergono alcuni punti critici. Tre sono i tipi di parcheggi: quelli di interscambio, quelli extraurbani e quelli urbani.

I parcheggi di interscambio con la metropolitana (Cascina Gobba, Romolo, Famagosta, Bisceglie, Molino Dorino, Lampugnano, San Donato Emilia, San Donato Paullese, Cologno Nord e Maciachini) presentano un utilizzo medio del 95% (10.610 ingressi medi al giorno su un totale di 11.122 posti), e in alcuni casi, dopo le 9, i posti si esauriscono. A Maciachini, poi, la media d'utilizzo è del 122% a causa dell'intenso ricambio.

I parcheggi extraurbani (Gessate e Cologno Nord) vengono utilizzati per il 79% e contano un totale di 1.056 posti. I parcheggi urbani (Crescenzago, Molinetto di Lorenteggio, Caterina da Forlì, San Leonardo, Forlanini e Einaudi), che contano un totale di 2.646 posti disponibili, sono invece utilizzati al 50% (1.318 ingressi medi al giorno). Secondo la Filt - Cgil, i parcheggi urbani sono sfavoriti dalla loro collocazione, non sempre in prossimità di stazioni della metropolitana. Quello di Crescenzago, però, che è vicino all'omonima fermata della M2, presenta un tasso di occupazione appena del 22%,

Viene inoltre criticata l'idea di realizzare soltanto 200 posti per il prossimo parcheggio di Comasina, che dovrebbe sostituire, nelle abitudini dei pendolari, quello di Maciachini, che però ospita il doppio delle auto. Secondo la Filt - Cgil, invece, a Comasina sarebbero necessari almeno 2mila posti.

Secondo la Filt - Cgil, le criticità maggiori sono quattro. Primo, gli operatori dei parcheggi non hanno notizia su eventuali disfunzioni del servizio Atm e non possono, quindi, informare con tempestività l'utenza. Secondo, troppo pochi gli abbonamenti settimanali disponibili. Terzo, la garanzia del posto in abbonamento è presente solo nel 70% dei parcheggi. Quarto, nei parcheggi non si possono fare gli abbonamenti, per cui occorre recarsi negli Atm Point.

Rocco Ungaro, segretario Filt - Cgil Milano, avanza tre proposte. Anzitutto un accordo con Ferrovie dello Stato per adibire a parcheggi alcune aree inutilizzate di proprietà Fs. Queste aree sono attualmente ubicate a Sesto San Giovanni, Greco, Lambrate, Rogoredo, P.ta Romana e Farini. In particolare, sarebbe utile l'area di Rogoredo, punto d'interscambio tra Alta Velocità, Passante e metropolitana, considerata anche la congestione dei parcheggi sandonatesi non lontani.

In secondo luogo, l'introduzione di casse automatiche dove non ci sono ancora, e delle luci che segnalano a distanza la presenza di auto nei singoli posti: questo, stando ad Ungaro, si fa già in Europa e consente di ridurre al minimo i tempi della ricerca del posto da parte dell'automobilista.

Infine, una maggior proporzione tariffaria degli abbonamenti. Oggi quello annuale costa 1.343 euro, cioè 111,92 euro al mese. Invece quello settimanale costa 6,20 euro, cioè 24,80 euro al mese: è evidente che i clienti preferiscano l'abbonamento settimanale, provocando però una "rincorsa all'acquisto". Contestualmente, Filt - Cgil propone d'integrare l'abbonamento al parcheggio con quello ai mezzi pubblici.

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