Sfrattati disabile di 93 anni e il figlio malato di 68, ma in città ci sono diecimila case vuote

Orea e Daniele sono stati sfrattati mercoledì: da un anno non pagavano l'affitto. La storia

Lo sfratto e Orea che esce dalla casa

Orea di anni ne ha novantatré: è invalida al 100% ed è costretta a stare su una sedia a rotelle. L'unico familiare che ha ancora con lei è Daniele, suo figlio, che di anni ne ha sessantotto ed è affetto dal Parkinson. Entrambi, inevitabilmente, non hanno un lavoro, non hanno uno stipendio e vanno avanti grazie a una piccola pensione, che permette loro di far fronte alle spese di tutti i giorni e a quelle sanitarie. Eppure, nonostante tutto questo, Orea e Daniele sono finiti in mezzo a una strada: sfrattati da una casa di via Lepontina 8 che da circa un anno occupavano senza più pagare l'affitto. 

Mercoledì mattina, dopo un primo tentativo di sgombero rinviato il mese scorso, mamma e figlio hanno dovuto svuotare la loro abitazione e hanno dovuto lasciare quell'appartamento che era l'unica cosa che gli era rimasta. Ad aspettarli fuori hanno trovato la polizia, l'ufficiale giudiziario e gli attivisti del comitato "Abitanti San Siro" e di "Asia". Proprio i ragazzi, da quando hanno scoperto la situazione di Orea, le sono sempre stati accanto e hanno voluto essere presenti anche in un momento così difficile per l'anziana, che - denunciano - "è stata lasciata sola dal comune e dai servizi sociali. 

"Milano abbandona i suoi figli, anche alle porte dell’inverno con il gelo che comincia a infilarsi nelle ossa la risposta è sempre la stessa: nessuna", denunciano dal comitato, che sottolinea come in città ci siano diecimila case popolari vuote e ottantamila abitazioni private sfitte.

I servizi sociali, in realtà, una proposta a Orea e Daniele l'avevano fatta: trasferirsi in una struttura sanitaria in attesa di una casa popolare, anche se in graduatoria la famiglia è al momento soltanto 827esima. Ma la novantatreenne - fiera e lucida - ha preferito dire di no perché - ha rivendicato - lei e suo figlio “vogliono la libertà di vivere in una casa, decidere della loro vita e non essere limitati dalle costrizioni che ci possono essere in un ospizio o in una residenza sanitaria”.

Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...

E un posto dove stare alla fine Orea l'ha trovato grazie all'impegno degli attivisti del quartiere e alla solidarietà dello "Spazio di mutuo soccorso", un progetto di resistenza alla crisi che scommette sulla solidarietà. Mamma e figlio, infatti, saranno ospitati nella “casa polmone” della "associazione" fino a quando avranno l’assegnazione della casa popolare". Lì, sottolineano gli attivisti, troveranno il "caldo dell’abbraccio solidale di una comunità che sa cosa vuol dire solidarietà". 

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Si schianta in moto contro un pullman di linea: turista milanese muore sul Lago Maggiore

  • Lotto, doppia vincita record a Cassano Magnago: due quaterne da oltre 400mila euro

  • Coronavirus, la Lombardia cambia le regole: nuove norme per obbligo mascherine e mezzi pubblici

  • Meteo, temporali forti a Milano: allerta arancione della protezione civile

  • Hostess con febbre sul Ryanair Milano-Catania: paura per il covid

  • Milano, ragazza molestata fuori dall'ospedale: un 23enne arrestato per violenza sessuale

Torna su
Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...
MilanoToday è in caricamento