Spacciavano davanti ai figli minori e li maltrattavano: genitori allontanati da casa

Provvedimento inedito ma necessario per tenere in casa il figlio maggiorenne, contemporaneamente pusher e vittima dei genitori a sua volta

Repertorio

Spacciavano in casa, in un palazzone popolare nella periferia sud di Milano, e picchiavano i loro cinque figli, di cui uno 19enne e gli altri minorenni. La gravissima situazione familiare è stata scoperta e fermata in pochi mesi grazie al lavoro del pool soggetti deboli della procura di Milano, a cui capo c'è il procuratore aggiunto Letizia Mannella, e del nucleo tutela donne e minori della polizia locale. Ma grazie anche a chi ha "visto" e non ha voltato lo sguardo dall'altra parte: gli insegnanti e i genitori dei compagni di scuola dei giovanissimi.

Stando agli investigatori, lo spaccio e il consumo di sostanze stupefacenti erano considerate una attività "normale" e di vita quotidiana in quella casa, tanto che i figli minori (due gemelli di 5 anni, uno di 7 e uno di 15) avevano normale accesso alla droga, che né i genitori né il figlio più grande, avviato allo spaccio, si premuravano di nascondere.

Il risultato è stato un provvedimento "inedito": i genitori sono stati allontanati da casa. Un provvedimento necessario perché il nucleo familiare doveva esser diviso in tre, non in due come avviene solitamente. I quattro figli minori sono stati trasferiti in comunità protetta, come avviene abitualmente; il 19enne invece è stato lasciato a casa perché, oltre che vittima, è stato anche riconosciuto responsabile di spaccio, per cui gli è stato comminato l'obbligo di firma. 

Di conseguenza, per tutelarlo, i genitori sono stati allontanati. Non potranno avvicinarsi né alla casa né ai luoghi abitualmente frequentati da tutti i figli. "E' stata importante la collaborazione tra i diversi servizi", ha dichiarato il vice sindaco di Milano Anna Scavuzzo, con delega alla sicurezza: "C'è stata un'importante assunzione di responsabilità da parte della direzione educazione e della polizia locale che ha condotto il percorso di raccolta di prove e l'ha sottoposto alla procura. Non è stato trascurato nulla".

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Con l'occasione, il comandante della polizia locale Marco Ciacci ha illustrato i numeri del nucleo tutela donne e minori, che oggi conta oltre 50 componenti contro i 10 del 2008 e che, dall'inizio del 2018, ha eseguito 18 arresti, presentato 30 denunce e disposto 18 affidamenti a strutture protette. Nel 2017 i fascicoli aperti erano stati 322, per una attività che aveva portato a 19 arresti, 205 denunce, 18 allontanamenti e 19 affidamenti in strutture protette.

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