Giovedì, 5 Agosto 2021
Cronaca

Libertà vigilata per Renato Vallanzasca, contrario il pg di Milano: "Resti in carcere"

Sul caso dovranno decidere i giudici del tribunale di sorveglianza di Milano

Renato Vallanzasca

"Niente semilibertà, e men che meno liberazione condizionale". È il parere del pg Antonio Lamanna sulla richiesta di libertà condizionale avanzata da Davide Steccanella, difensore di Renato Vallanzasca, storico esponente della mala milanese tra gli anni '70 e '80. Il procuratore generale ha esposto la sua posizione davanti ai giudici del tribunale di sorveglianza (udienza a porte chiuse) precisando che "se la direzione del carcere di Bollate parla di un adeguato livello di ravvedimento il codice impone", ha puntualizzato il pg, "che il ravvedimento sia sicuro e nel suo caso non lo è". Per il momento i giudici non si sono espressi: la decisione arriverà nei prossimi giorni.

Il carcere: "Vallanzasca è cambiato"

L'equipe di osservazione e trattamento del carcere di Bollate in una relazione ha scritto che l'ex bandito ha avuto "cambiamento profondo", "intellettuale ed emotivo". Inoltre secondo gli esperti il "Bel Renè" "non potrebbe progredire con altra detenzione" e dunque ritiene che "possa essere ammesso alla liberazione condizionale". Tradotto? Concludere la pena fuori dal carcere in regime di libertà vigilata.

Le condanne di Vallanzasca

Renato Vallanzasca è stato condannato a 4 ergastoli e 296 anni di carcere. Dal dicembre 2009 ha iniziato a usufruire di permessi premio, mentre nel marzo 2010 ha iniziato a lavorare fuori dalle mura del carcere. Nel 2014 gli è stata revocata la semilibertà dopo che era stato arrestato in un supermercato per rapina impropria di oggetti di poco valore, tra cui un paio di mutande. Tra le carte in mano ai giudici per decidere sul futuro dell'ex bandito c'è anche un "rapporto disciplinare" nei confronti dell'agente di polizia penitenziaria che lo scorso agosto ebbe una discussione con l'ex criminale.

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