Piccolo Teatro, dopo le dimissioni di Escobar parte il "totonomi" per il posto di direttore

Il mandato di Sergio Escobar scade il 31 luglio dopo 22 anni di direzione. Escobar arrivò al Piccolo dopo la morte di Strehler

Foto Masiar Pasquali - Piccolo Teatro

Un consiglio d'amministrazione informale del Piccolo Teatro si è riunito per avviare la discussione sul futuro del primo teatro nazionale italiano, dopo le dimissioni del direttore Sergio Escobar, il cui mandato a questo punto scade il 31 luglio e non più a novembre. I tempi sono più stretti del previsto per la successione, dopo 22 anni di direzione Escobar. Ma siccome la scadenza naturale del mandato era comunque nell'aria, i nomi del possibile successore circolano già da un po'.

Tra i più accreditati Filippo Fonsatti, attualmente direttore del Teatro Stabile di Torino, classe 1968, con una formazione a tutto campo: è musicista (contrabbasso) ma con una solida esperienza gestionale al Teatro Regio, sempre a Torino, è vice presidente dell'Agis e membro della Consulta per lo Spettacolo nel Ministero dei Beni Culturali.

Con lui Umberto Angelini, coeteaneo, di formazione manageriale, direttore artistico del Teatro della Triennale di Milano ed anche sovrintendente del Teatro Grande di Brescia, carica che gli è stata appena rinnovata per altri cinque anni. Tra i "papabili" anche Antonio Calbi, dal 2007 al 2014 direttore del settore Spettacolo del Comune di Milano, poi direttore del Teatro di Roma e ora sovrintendente di Fondazione Inda, Istituto Nazionale Dramma Antico (il teatro greco di Siracusa).

Altri noki che sono stati prospettati dai "rumors" sono quelli di Carmelo Rifici, direttore della scuola del Piccolo Teatro, Antonio Latella, direttore della Biennale Teatro di Venezia, e Claudio Longhi, già assistente di Luca Ronconi e docente alla scuola del Piccolo, ora direttore di Emilia Romagna Teatro Fondazione.

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