Derby MilanoToday, la sfida tra gli snobbati terzini: Cafu versus Maicon

Il terzino è un ruolo spesso snobbato da critici e tifosi. Due di loro però hanno fatto parte di un pezzo importante della storia di Milan e Inter. Sono “il pendolino” Cafu e Maicon. Vediamoli a confronto nel settimanale derby estivo di MilanoToday

Come nobilitare un ruolo spesso snobbato da critica e tifosi: Marcos Evangelista de Moraes, detto Cafu, uno dei terzini destri più vincenti ed efficaci della storia e il suo erede naturale, brasiliano come lui, Maicon Douglas Sisenando.

Il primo, dopo i successi nella Capitale, punto fermo del Milan dal 1997 al 2003, il secondo stella dell’attuale Inter da tre anni. Inoltre il passaggio di consegne è avvenuto anche nella Seleçao, dove Maicon ha raccolto la pesante eredità del suo predecessore che detiene ancora il record di presenze. Il derby di Milanotoday, dunque, è a ritmo di samba in onore dei due esterni difensivi verdeoro.

cafu_1Cafu Il Pendolino. Basterebbe questo soprannome per spiegare le caratteristiche del rossonero: un treno che corre instancabilmente e ininterrottamente sul binario di destra. Ovviamente abbinando la qualità tecnica tipica dei giocatori brasiliani: cross al bacio, buon tiro e dribbling ubriacante.

Più che un terzino, un’ala che copre tutta la fascia. Cafu nasce a San Paolo il 7 giugno 1970 e inizia la sua carriera nella città natale: nel 1993 con il San Paolo vince la Coppa Intercontinentale battendo proprio il Milan. Arriva in Europa grazie al Real Saragozza ma la prima esperienza significativa è in Italia, con la Roma. Con i giallorossi disputa 163 gare, contribuendo in maniera decisiva alla vittoria dello Scudetto 2001 targato Capello.

 La parentesi rossonera nasce in sordina. Viene acquistato dalla società di via Turati a 33 anni, quando sembra aver già dato tutto e il suo arrivo non stuzzica le fantasie dei tifosi. Saranno proprio loro a ricredersi dopo averlo visto sfrecciare per 5 stagioni, eleggendolo a beniamino. Grande carisma, innata e spontanea simpatia (tipico il suo sorriso corredato da chewing gum sul prato verde), il brasiliano conquista tutti con le sue sgroppate nonostante la non più giovane età. Col Milan vince 1 Scudetto, 1 Coppa dei Campioni, 2 Supercoppe Europee, 1 Supercoppa di Lega e 1 Coppa Intercontinentale.

Chiude la sua carriera con il calcio giocato e con il Milan alla veneranda età di 38 anni togliendosi anche la soddisfazione di segnare una rete nell’ultima partita di campionato vinta dai rossoneri contro l’Udinese. Mostruoso il suo palmares anche con il Brasile: oltre al maggior numero di presenze, vanta due titoli Mondiali, due Coppe America e una Confederations Cup. Inoltre ha giocato tre finali mondiali consecutive, dal ’98 al 2002.

Maicon
Se Cafu fosse nato una decina di anni più tardi avrebbe le sembianze di Maicon: evoluzione atletica e tattica del terzino/ala, il difensore dell’Inter ricalca perfettamente la modernizzazione del suo modello illustre.

Strapotere fisico, tecnica invidiabile, confidenza con il gol: Maicon in questi anni è diventato l’uomo in più della sua squadra, con i suoi inserimenti crea sempre la superiorità numerica diventando fondamentale negli schemi tattici. Nasce a Criciuma il 26 luglio 1981 ed esordisce nel Cruzeiro a diciannove anni.

Con la formazione di Belo Horizonte conquista campionato e coppa nazionale prima di sbarcare in Europa. È il Monaco a credere nelle potenzialità di questo giocatore dal fisico possente: in Francia si incominciano a intravedere le sue doti strabilianti (in tutto giocherà 59 gare segnando 5 reti) ma il colpaccio lo fa l’Inter. Nell’estate del 2006, infatti, Branca e soci lo prelevano per poco meno di 6 milioni di euro. In Italia non lo conosce quasi nessuno e il suo ingaggio passa quasi inosservato; non le sue prestazioni, però, perché Mancini lo fa diventare subito punto cardine della sua squadra.

L’ultimo anno è quello della consacrazione: con Mourinho esplode e diventa un giocatore che fa la differenza. Gioca 29 gare (stagione condizionata da un infortunio muscolare) condite da 4 gol e un’infinità di assist. Anche Dunga, commissario tecnico della Seleçao, non può fare a meno di lui: insieme vincono la Confederations Cup giocata in Sud Africa e il terzino fa ancora la differenza.

Proprio recentemente hanno suscitato polemiche i suoi “pruriti” e la sua velata voglia di lasciare i nerazzurri: adesso sembra tutto rientrato e Maicon è pronto per diventare uno dei giocatori più forti al mondo e della sua Nazionale. E magari ereditare la fascia di capitano che fu di Cafu.
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