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Milan, Honda: "Nagatomo mi ha detto che qui ti mandano a quel paese se giochi male"

Il nipponico: "Sognavo la maglia numero 10 da quando ho 12 anni"

"Sapevo che un giorno il mio sogno si sarebbe realizzato: a 12 anni ho scritto in un tema che un giorno avrei voluto giocare in serie A con la maglia numero 10". Sono le prime parole del nuovo acquisto del Milan Keisuke Honda nella presentazione alla stampa allo stadio Meazza. 

SPIRITO SAMURAI - Determinato e disciplinato: si è definito così il nuovo acquisto del Milan, che ha sorriso di fronte a una domanda sul suo 'spirito samurai'. "Non ho mai incontrato un samurai - ha esordito il giapponese -. Non so se è vero ma credo che i giapponesi non si arrendano mai. Abbiamo una forte mentalità, siamo determinati, seguiamo una rigorosa disciplina. Penso di avere queste caratteristiche e voglio dimostrare che questo sarà lo spirito che avrò sul campo".

IL MILAN STA BENE - "Penso che la squadra non sia poi in così cattive condizioni, ho visto la partita dell'altro giorno, siamo bravi. Probabilmente possiamo migliorare ancora molto. Per me conta il calcio, ho bisogno di giocare, non sono così interessato alla città, ho solo bisogno di vincere, allenarmi con impegno, riposare. So che il Milan mi aiuterà tantissimo fin da subito", dice il giapponese.

IL CUORE HA SCELTO - Non sono mancate altre offerte a Keisuke Honda, ma la sua scelta di trasferirsi al Milan "è stata facile". "Ho solo ascoltato il mio cuore - ha rivelato -. Mi sono chiesto con quale club volessi giocare. E il cuore mi ha risposto: il Milan. Così è andata. Volevo venire già ad agosto ma mi sono concentrato sul Cska". Come ha spiegato Adriano Galliani, Honda ha firmato con il Milan un contratto di 3 anni e mezzo".

SE GIOCHI MALE... - "Se non giochi bene in Italia ti mandano a quel paese": è questo uno dei consigli dell'interista Yuto Nagatomo al connazionale Keisuke Honda, appena trasferitosi al Milan. "Yuto mi ha parlato dei tifosi italiani, di quanto conoscono il calcio, mi ha detto che se non giochi bene ti mandano a quel paese, Lo ricorderò. Il mio obiettivo sarà giocare molto bene", ha raccontato Honda, che si è confrontato anche con il ct del Giappone, Alberto Zaccheroni. "Zaccheroni mi ha detto di impegnarmi e giocare bene - ha raccontato Honda -. Milano? La città mi piace, è molto diversa da una giapponese, sono stato in alcuni ottimi ristoranti, mi è piaciuto tutto. Vorrei visitarla meglio, andare in qualche ristorante, se ne conoscete di buoni vi prego di indicarmeli".

NON C'E' FRETTA - Non c'è fretta per l'esordio di Honda nel Milan. Lo ha chiarito l'ad rossonero Adriano Galliani sottolineando che non è semplice recuperare dal jet lag per il viaggio dal Giappone e che "Honda ha davanti circa 200 partite, una più o una meno non fa la differenza. Quindi - ha aggiunto al termine della presentazione del giocatore - non mi sforzerei di farlo giocare fra quattro giorni contro il Sassuolo. A occhio e croce il mercato del Milan è finito qui, poi - ha spiegato Galliani - possono succedere cose che oggi non sono prevedibili. Fernando? È uno dei giocatori che guardiamo ma non c'è alcuna offerta. Il Milan grazie a Dio ha ancora appeal nel mondo".

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