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Per Fratelli d'Italia il futuro di San Siro è di due stadi affiancati (e attivi)

L'idea di La Russa: tenere il Meazza per le partite più importanti e contemporaneamente aderire in toto alla proposta dei club sul nuovo impianto

Mantenere intatto (e operativo) lo stadio di San Siro e contemporaneamente aderire appieno alla proposta di Milan e Inter per la costruzione del nuovo stadio. In altre parole, tenere unita tradizione e innovazione e avere due stadi, l'uno affiancato all'altro. E' la proposta elaborata da Fratelli d'Italia e presentata lunedì 2 agosto da Ignazio La Russa, senatore milanese del partito, insieme agli architetti che l'hanno studiata: Joseph Di Pasquale e Oscar Benini.

"Guai a immaginare che non si voglia il nuovo stadio", chiarisce subito La Russa: "Lo vogliamo esattamente com'è stato proposto dai club al Comune che, tanto per cambiare, non decide. Lo vogliamo con le cubature richieste perché, se è un investimento privato, i privati devono averne un ritorno. Senza i soliti meccanisimi cari alla sinistra sulle metrature: se lo vuoi, devi remunerarglielo".

Ma che fare del Meazza? Tenerlo ma utilizzarlo di meno, dato che ci sarà anche lo stadio nuovo. Fdi parte da quello che sarebbe il costo del suo abbattimento: cinquanta milioni di euro, oltre alla produzione di polveri fini e al movimento dei camion per spostare i detriti. Considerando che la gestione del Meazza oggi costa alle società circa otto-nove milioni all'anno, un minore utilizzo potrebbe abbattere il costo di gestione a circa cinque milioni all'anno. Secondo il ragionamento di Fdi questo significa che, per dieci anni, la manutenzione e la gestione 'assorbirebbero' il costo risparmiato per l'abbattimento. 

Al Meazza le 10-15 partite più importanti

"Il Meazza - prosegue La Russa - potrebbe essere utilizzato per le partite principali, quelle per le quali serve una capienza da 70 mila posti: le due partite casalinghe di Milan e Inter con la Juventus, il Napoli e altre ancora, i due derby, le coppe europee". Questo consentirebbe, per quelle partite, di non aumentare i prezzi dei biglietti (cosa che invece accadrebbe nel nuovo stadio, inevitabilmente, vista la minore capienza), "mantenendo il calcio uno sport popolare". Inoltre, con molte date 'liberate', il Comune di Milano potrebbe, nella futura convenzione con i club sul Meazza, tenersene molte per sé: "Oggi a Milano manca uno spazio così grande per fare qualunque cosa. Con una copertura mobile potremmo anche immaginare grandi concerti non solo d'estate".

Foto - La Russa con i consiglieri di Fdi e i due architetti

Marcora Mascaretti Bonini La Russa Di Pasquale stadio San Siro-2

Due stadi affiancati: i casi da Liverpool a Buenos Aires

E due stadi affiancati non sono un 'unicum' assoluto. Succede per esempio ad Avellaneda, nell'hinterland di Buenos Aires, dove, a poche centinaia di metri, si trovano gli impianti dell'Independiente e del Racing Club, due squadre plurititolate argentine. Succede a Liverpool, dove Everton e Liverpool hanno impianti a novecento metri di distanza l'uno dall'altro. Succede a Dundee, in Scozia, per il Footbal Club e lo Uniteds, le cui case calcistiche sono separate da meno di duecento metri. A Milano, a differenza che negli altri casi, i due stadi sarebbero entrambi utilizzati da tutt'e due le società. 

Meazza simbolo fondamentale di Milano

L'intendo è salvare il Meazza, considerato uno dei più importanti simboli della città di Milano nel mondo, pur venendo incontro ai progetti dei club. "Milano - commenta Andrea Mascaretti, capogruppo a Palazzo Marino - ha bisogno di grande rilancio con i suoi simboli identitari: la Scala e la 'Scala' del calcio. Abbattere San Siro è abbattere l'identità Milano e dei milanesi. Ho guidato missioni all'estero, da assessore con Letizia Moratti, per convincere a votare per Milano su Expo. I simboli che tutti avevano in mente erano la Scala e San Siro".

"Siamo compatti sull'accoglimento del nuovo stadio, un investimento da un miliardo di euro importantissimo in questo momento di turbolenza", aggiunge Enrico Marcora, consigliere comunale: "Sala ha dimostrato incapacità decisionale. Il tema è sul piatto da due anni e la maggioranza non è unita". E Mascaretti: "Il centrosinistra si è fatto trovare impreparato sullo stadio a fine del mandato, mentre una buona amministrazione dovrebbe pensare a queste idee appena si insedia".

I club "non contrari ma vogliono garanzie"

Ma che cosa ne pensano i due club? "Ho parlato informalmente col Milan, la società più 'convinta' delle due ad abbattere il Meazza", spiega La Russa, "e ho trovato un accoglimento. Non sono pregiudizialmente contrari, a patto che non vi sia un danno temporale e a patto, soprattutto, che il Comune dia la garanzia di non penalizzare i club, concedendo le volumetrie richieste. Una garanzia che un Comune di centrodestra darebbe". E la Lega e Forza Italia, alleati di Fdi? "Stanno andando nella nostra direzione", commenta La Russa: "Alcuni importanti esponenti di questi partiti si sono già dichiarati contro l'abbattimento del Meazza".

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