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Momento dello spaccio

Momento dello spaccio

Quarto Oggiaro: minacciavano i professori e spacciavano a scuola

Quarto Oggiaro: operazione della polizia nelle scuole, arrestato un giovane e 7 denunciati

Un giorno due ragazzi 16enni si sono presentati nell'ufficio del preside per "rimproverarlo" per aver eseguito alcuni provvedimenti disciplinari, a loro parere, sbagliati. Mentre parlavano con lui giocherellavano minacciosi con un coltello sul tavolo. Un clima surreale nel quale si supera il limite insegnante alunno (video dei ragazzi nel cortile che spacciano).

È la scena che meglio esemplifica l'aria che si respira in molte scuole di Quarto Oggiaro, ed è lì che gli agenti del Commissariato locale hanno arrestato un neo maggiorenne, denunciato 7 minorenni e identificatio in tutto 21 ragazzini.

Diversi gli episodi che hanno portato il dirigente Francesco D'Urso del Commissariato ad intervenire: si va dal lancio di sassi dal cavalcavia che sovrasta la ferrovia di Villapizzone allo spaccio di droga all'interno dei plessi scolastici, passando per le minacce ai professori o al danneggiamento degli estintori o ai petardi fatti esplodere nei cortili.

Molti dei protagonisti non sono nemmeno più studenti delle scuole, ma senza problemi gironzolavano per i corridoi e "dettavano" legge tra i ragazzini più piccoli che sognavano di emularli. 

L'obiettivo di questa attività investigativa, iniziata il 10 ottobre, è quello di ruscire a prevenire che la situazione degeneri ulteriormente. Anche per questo l'unico arrestato è stato ammanettato a scuola, durante la sua attività di spaccio. Addosso, il 18enne, che aveva abbandonato gli studi da tempo, aveva un coltello e diverse dosi di hashish, in casa gli è stato trovato un bilancino di precisione e altri 150 grammi di hashish. Un giovane normale, per lui nessun tipo di precedente e finora mai segnalato alle forze di polizia ma molto noto come bullo tra i compagni. Quando veniva ripreso dagli insegnanti diceva loro: "Io guadagno in un giorno quello che tu prendi in un mese".

Sono stati sentiti i genitori di tutti i minori coinvolti. In molti si sono dimostrati subito disponibili e seriamente preoccupati per il futuro dei loro figli. Altri, al contrario, inizialmente "scocciati" per la chiamata, hanno preso sul serio la vicenda solo quando gli agenti hanno spiegato loro che avrebbero dovuto pagare tutti i vari danneggiamenti compiuti dai loro figli. Quasi tutti, però, hanno giustificato la mancata sorveglianza nei confronti dei figli con il lavoro.

Il Commissariato si sta mobilitando con le parrocchie per fare in modo di coinvolgere gli interessati in attività extrascolastiche, perché gli arresti e le denunce non siano un punto di arrivo ma un punto di partenza per fare prevenzione e creare un futuro in quella zona della città.

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