Cinisello Balsamo Via XXV Aprile

Trezzi scrive una lettera aperta ai cittadini: «Accogliere è responsabilità istituzionale»

Viste le polemiche e le affermazioni gravi e violente che la firma del protocollo sui migranti ha scatenato, il sindaco cinisellese ha ritenuto opportuno scrivere una lettera aperta alla città per motivare la scelta e non alimentare il clima di odio

Il sindaco Siria Trezzi

Nelle scorse settimane, insieme a circa 80 sindaci della Città Metropolitana, il sindaco Siria Trezzi ha firmato l’accordo con la prefettura per un nuovo modello di accoglienza, un protocollo che vuole proporre una distribuzione equilibrata e sostenibile dei migranti che potrebbe servire a superare gli attuali centri d’accoglienza.

Viste le polemiche e le affermazioni gravi e violente che la firma ha scatenato, il sindaco cinisellese Siria Trezzi ha ritenuto opportuno scrivere una lettera aperta alla città per motivare la scelta e non alimentare il clima di odio.

Nella lettera, il sindaco precisa che la firma del protocollo è, innanzitutto, a salvaguardia dei Comuni che lo hanno sottoscritto: «Permetterà di avere un ruolo nelle decisioni e di sentirsi coinvolti nel percorso di accoglienza, ottenendo una importante riduzione del 50% della quota dei richiedenti asilo prevista dal piano ministeriale. L’accordo firmato ha lo scopo di distribuire al meglio i migranti sul territori, per evitare grosse concentrazioni».

Trezzi precisa: «L'accoglienza è una responsabilità istituzionale, la nostra è una scelta di solidarietà senza confini».

Nella lettera il sindaco parla a cuore aperto ai cittadini: «Non è possibile rimanere indifferenti davanti a tante persone in fuga dai Paesi d'origine, tra cui moltissimi bambini, che, per cercare rifugio, lasciano affetti e perdono la vita. D’altra parte, posso comprendere la preoccupazione di molti sulle tante difficoltà che comporta questo lungo e faticoso percorso di integrazione».

IL TESTO INTEGRALE SCRITTO DAL SINDACO SIRIA TREZZI

A Cinisello Balsamo da qualche anno sono presenti dei profughi, a oggi 70. La prima cittadina spiega: «Questi giovani non hanno mai rappresentato un problema, sono seguiti dalle associazioni del terzo settore e sono coinvolti in lavori socialmente utili. La firma del protocollo prevede l'arrivo di altre 30 persone richiedenti asilo: un numero che non può certo essere considerato un'invasione. Anche loro seguiranno un percorso di integrazione in collaborazione con alcune realtà del territorio».

La lettera si conclude poi con un invito: «Di fronte all’entità del bisogno non ci si aspetterebbe reazioni negative ma, al contrario, il desiderio di contribuire ciascuno nel proprio piccolo, anche solo nell'evitare di cavalcare l'onda del malcontento. Ci auguriamo che il nostro impegno possa essere, se non necessariamente condiviso, almeno compreso nelle motivazioni. Un impegno che si fonda essenzialmente sul valore unico della persona e sul diritto fondamentale della dignità dell’uomo».

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