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La tassa sui rifiuti della discordia

La tassa sui rifiuti della discordia

Un uomo contro la burocrazia, questione di principio da 53 euro

L'uomo in questione è Michele De Pasquale, 41 anni e residente a Cinisello Balsamo e da più o meno tre anni sta combattendo la sua battaglia per ottenere il rimborso sull'Iva sulla tassa sui rifiuti (Tia)

Una storia, tante storie. Quella raccontata nel dettaglio da il Giorno è la storia di un uomo e della sua lotta contro la burocrazia.

L'uomo in questione è Michele De Pasquale, 41 anni e residente a Cinisello Balsamo e da più o meno tre anni sta combattendo la sua battaglia per ottenere il rimborso sull'Iva sulla tassa sui rifiuti (Tia).

Il rimborso, che è previsto dalla corte costituzionale, non gli è ancora stato dato per degli inghippi burocratici che gli stanno mettendo i bastoni tra le ruote per riavere indietro 53 euro che sono diventati una questione di principio.

Nel 2009 De Pasquale, venuto a conoscenza dell'incostituzionalità dell'applicazione dell'Iva sulla tariffa di igiene urbana, la famosa Tia, da gennaio 2010 si è mosso per chiedere il rimborso, ma per ora invano.

Infatti ha trovato "porte chiuse" sia  presso la partecipata del Comune "Nord Milano Ambiente" che gli ha risposto che non esiste una regola che li costringa a pagare il rimborso, sia dall'ufficio delle Entrate, sia dal Comune di Cinisello.

L'inghippo è chiaro: l'Iva sulla Tia è sì incostituzionale, ma non esiste una norma che regolamentarizzi il rimborso, ovvero che imponga al Comune e agli enti interessati, di restituire i soldi a De Pasquale. E come lui, a chissà quanti italiani.

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