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PRC: «Prima candidano Trezzi, poi creano un programma? Siamo per un'altra sinistra»

Il partito di Rifondazione Comunista critica duramente la scelta del PD di ricandidare Siria Trezzi: «Proporre un nome prima di proporre un programma è autoreferenziale ed esclude la partecipazione; ripresentare un centrosinistra che non esiste più è autolesionismo»

Nadia Rosa di Rifondazione Comunista

Rifondazione Comunista a Cinisello Balsamo reagisce subito e prende una posizione precisa dopo la decisione del Partito Democratico di confermare tenendo la barra a dritta la ricandidatura di Siria Trezzi per le elezioni amministrative del 2018 a Cinisello Balsamo.

E se da una parte i fuoriusciti dell'ormai ex SEL lanciano un nuovo progetto che potrebbe andare nella direzione di un'alleanza con l'attuale sindaco cinisellese, dall'altra Rifondazione Comunista, alle scorse amministrative rimasta fuori dal parlamentino cinisellese, resta ancorata alla sua essenza.

Così nel comunicato del PRC: «Apprendiamo dai giornali che il PD, insieme alle altre forze di centrosinistra che hanno sostenuto Siria Trezzi quasi 5 anni fa, intende riproporre a Cinisello lo stesso schema per 5 anni ancora. Non condividevamo allora e, a maggior ragione, non condividiamo oggi questo tipo di percorso. Sia nel metodo che nel merito».

E se ne spiegano i motivi, il primo dei quali è: «Proporre un nome prima di proporre un programma pare un po’ troppo autoreferenziale. Ed esclude qualsiasi tipo di partecipazione delle cittadine e dei cittadini di Cinisello, che magari due cose su come la città è stata governata in questi 5 anni, avrebbero anche da dirle. Riproporre un pacchetto a scatola chiusa insomma, non ci pare una buona idea. Ma evidentemente l’esperienza della vicina Sesto San Giovanni non ha insegnato nulla».

Poi c'è il secondo motivo: «Ma il vero mistero è come si possa tentare di ripresentare una cosa che nei fatti non esiste più. Elaborare il lutto è sempre complicato, ma intestardirsi a parlare di centro sinistra, quando pare ormai evidente che questa esperienza si è conclusa (e male) sia in Italia che in Europa, sfiora l’autolesionismo politico».

Da una parte c'è il pericolo delle destre, dall'altra dell'astensione: «Siamo convinti che la solfa del meno peggio e dell’altrimenti arriva la destra cattiva, non faccia più presa sulle persone. Anzi. Pensiamo che se da una parte è una tattica abusata dei nostalgici per evitare che qualcosa di meglio nasca, dall’altra rappresenta il motivo per il quale più del 50% delle cittadine e dei cittadini scelgono di non andare a votare. Un dato con cui il PD e gli affezionati non hanno intenzione di confrontarsi, pare».

Rifondazione quindi si avvicinerà alle elezioni a modo suo: «Noi invece, 5 anni fa come oggi, ci vogliamo mettere a disposizione della città per portarne avanti i bisogni e le necessità. Siamo disponibile a metterci in discussione per un progetto vero, ampio e partecipato, radicale, ma non settario. Dai comitati per il No al referendum costituzionale è nata una spinta verso un modo nuovo di fare sinistra. Tommaso Montanari e Anna Falcone lo hanno raccolto e hanno proposto un percorso. Milano pochi giorni fa ha assunto quella proposta in una Camera del Lavoro che strabordava di persone ed energia. Ecco, noi ci mettiamo a disposizione di quel progetto. E siamo sicuri che molti e molte dei nostri concittadini cinisellesi vorranno fare lo stesso. Un’alleanza per la democrazia e l’uguaglianza capace di riportare i valori della sinistra al governo della nostra città».

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