Venerdì, 22 Ottobre 2021
Attualità Stazione Centrale / Piazza Duca d'Aosta

È il giorno del Pride a Milano, attese 250mila persone: scatta anche il "blocco del traffico"

La manifestazione partirà da Piazza Duca d'Aosta e percorrerà il centro di Milano

È quasi tutto pronto per la sfilata del Pride di Milano. Nel pomeriggio di sabato 29 giugno la metropoli lombarda accoglierà 250mila persone da tutta Italia che sfileranno per i propri diritti nel centro di Milano. Una manifestazione che si annuncia imponente con l'appoggio di 60 sponsor e del Comune di Milano che illuminerà Palazzo Marino di luci arcobaleno. Ma l'amministrazione che vuole evitare possibili incidenti ha anche emanato il divieto di vendita per l'asporto di superalcolici e bevande in vetro e lattina lungo il tragitto della manifestazione. 

Ad aprire il corteo sarà il carro dei Migranti Lgbt, promosso dal Progetto Io, Immigrazioni e Omosessualità, e sostenuto dal Cig Arcigay e dalla rete Corpo ai diritti. Il carro sfilerà con una selezione musicale di brani dei paesi di origine, tra cui Senegal, Nigeria, Libia, Pakistan e Russia, in testa, la loro bandiera che unisce una striscia oro alle 6 dell'arcobaleno. L'oro è quello del tessuto tecnico delle coperte termiche con vengono soccorsi i migranti naufraghi nel Mediterraneo.

Milano Pride: tutte le strade chiuse per la manifestazione

Il corteo inizierà a concentrarsi alle 14 in Piazza Duca d'Aosta, la piazza davanti alla Stazione Centrale di Milano. Il corteo poi partirà verso via Vitruvio poi via Settembrini, Piazza Caiazzo, via Venini, via Giovanni da Palestrina, Corso Buenos Aires fino a piazza Oberdan. Tutte le strade saranno chiuse al traffico, come comunicato dal comune di Milano.

La storia del Pride

"Nella notte tra il 28 e il 29 giugno del 1969 a Stonewall -ricorda  l'ex sindaco di Milano Giuliaano Pisapia- la comunità Lgbt di New York disse basta con forza alle continue vessazioni di cui era oggetto da parte delle istituzioni. La parola d'ordine fu 'Pride', orgoglio, la stessa parola che nei giorni scorsi e nei prossimi verrà gridata in tutta Italia e nel mondo da chi prosegue in quella lunga e faticosa marcia per il riconoscimento della piena dignità e dei diritti civili, individuali e sociali. Sono passati 50 anni da quei giorni e la strada è ancora lunga, irta di ostacoli posti da chi vorrebbe negarli, ma noi non smetteremo mai di percorrerla. Perché, ora come allora, non smetteremo di ricordare che 'Noi siamo ovunque!'".
 

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