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Mercoledì, 18 Maggio 2022
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Volevano un nuovo ordine mondiale nazi-fascista: condannati (ma con pena sospesa)

Pene fino a due anni. Uno degli avvocati difensori: "Impugneremo"

Volevano instaurare un nuovo ordine mondiale nazi-fascista e avevano creato un'organizzazione chiamata 'Avanguardia Rivoluzionaria', ispirata a principi di razzismo, suprematismo e xenofobia. Ora sono stati condannati a pene fino a due anni. Ma con pena sospesa. Protagonisti quattro giovani milanesi imputati con rito abbreviato davanti alla giudice per l'udienza preliminare di Milano, Sofia Fioretta.

I ragazzi (della Milano bene) che volevano far tornare il duce

Due dei ventenni neonazisti hanno ricevuto condanne a 2 anni e a 1 anno e mezzo di carcere. Per loro la Procura di Milano aveva chiesto 3 anni e 2 anni di carcere. Altri due giovani accusati di fare parte di 'Avanguardia Rivoluzionaria' sono riusciti a patteggiare un anno e mezzo di carcere. Per tutti e quattro gli imputati è stata stabilita la sospensione della pena e la non menzione.

"È una sentenza ingiusta - ha commentato uno dei legali dei giovani neofascisti, Davide Steccanella - che condanna idee e non fatti come rivela la esiguità della pena. Ma le sentenze non si commentano, si impugnano, per cui faremo ovviamente appello perché il processo penale prevede due gradi di giudizio di merito e occorre avere fiducia nella giustizia, sennò avrei scelto un altro mestiere".

I giovani aspiranti terroristi che si ispiravano a Anders Breikvik

L'inchiesta condotta dai poliziotti della Digos milanese aveva permesso di individuare e disarticolare l'organizzazione clandestina - A.R. Avanguardia Rivoluzionaria - composta da giovanissimi che, ispirandosi ai gruppi suprematisti americani, perseguiva l'instaurazione di un nuovo ordine mondiale di matrice nazi-fascista. I giovani incitavano alla discriminazione e alla violenza per motivi razziali, etnici e nazionali: significativa al riguardo, la scelta di usare quali nomi di battaglia quello di terroristi divenuti icone di riferimento della galassia neonazista come, ad esempio, quello di Anders Breikvik, responsabile dell'eccidio di Utoya nel luglio 2011.

Il gruppo, che aveva pianificato azioni violente e programmato azioni intimidatorie per recuperare denaro, aveva anche tentato di allargare il proprio raggio d'azione attraverso rapporti diretti con altre organizzazioni di estrema destra, come il sodalizio elvetico Junge Tat che un indagato aveva visitato a maggio, rimanendo coinvolto nell'aggressione organizzata da movimenti antifascisti ai danni degli esponenti svizzeri. 

Le azioni violente programmate da neo nazi-fascisti

I sodali si erano anche muniti di uno statuto in cui si proclama la costituzione di un'organizzazione "segreta ed eversiva", politicamente ispirata al fascismo ed al nazionalsocialismo, volta alla promozione di un nuovo ordine europeo fondato su una forma di "aristocrazia spirituale", e di regole stringenti riguardanti la gerarchia del gruppo, i criteri di reclutamento, i certosini protocolli di sicurezza informatici a cui attenersi.

Gli indagati nel costituire Avanguardia Rivoluzionaria avevano inteso formare quella che il Comandante G, il capo, in una delle conversazioni captate, ha definito una comunità autonoma, ossia un insieme di persone accomunate dalla medesima ideologia radicale, che si prepara, si addestra, cresce con l'obiettivo di attivarsi quando la situazione politico-sociale lo consentirà; tale prospettiva, nota in ambito suprematista come Teoria Accelerazionista, auspica la realizzazione e spettacolarizzazione di azioni terroristiche in grado di favorire, nel momento propizio, il collasso del sistema democratico e l'instaurazione di un regime totalitario.

La fase "realpolitik": pestare un musulmano di colore

Tali prospettive avevano trovato un concreto riscontro investigativo da parte della polizia a partire da febbraio 2021, quando, in una riunione operativa del gruppo si era deciso di passare ad una nuova fase - definita dal leader "realpolitik" - a partire dalla quale venivano pianificate almeno due azioni violente, una delle quali, portata ad avanzato compimento, riguardano il pestaggio con manganelli telescopici di una persona di colore musulmana.

Fortunatamente, l'evento criminale, programmato nei minimi dettagli, dall'abbigliamento da utilizzare alle modalità dell'aggressione, era stato fin dall'inizio monitorato ed inficiato da un puntuale controllo di polizia. 

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