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Fontana

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Milano, uno stanco Fontana torna a parlare di Gallera: "È andato via perché stressato"

Colpisce il fatto che il governato parli di Gallera come se questo avesse dato le dimissioni

"Io personalmente e la mia giunta non abbiamo fatto contestazioni all'assessore Gallera". A parlare del recente rimpasto nella Giunta della Lombardia è il presidente della Regione, Attilio Fontana. Lo fa in una intervista a Mattino 5.

Le sue parole a proposito dell'uscita di scena di Giulio Gallera, ormai ex assessore al Welfare in Regione Lombardia, incuriosiscono non poco. Il governatore parla dell'avvicendamento tra Gallera e l'ex sindaco di Milano Letizia Moratti, come se Gallera fosse andato via per una sua scelta, quindi con delle dimissioni. Una cosa, ovviamente, mai avvenuta avvenuta nella realtà.

L'ex titolare al Welfare, infatti, è saltato dopo un rimpasto. Rimpasto che a questo punto, viste le dichiarazioni dello stesso Fontana, è stato molto più voluto dal leader del Carroccio, Matteo Salvini, che dall'amministrazione regionale stessa.

Fontana: "Gallera è andato via perché era stressato"

"Le motivazioni date in pubblico le ha date anche a me – ha affermato Fontana – si trattava di un periodo veramente molto difficile, faticoso, stressante e ha ritenuto, come ha detto lui, che il periodo di guardia fosse finito e ha preferito prendersi un periodo di riposo", ha continuato Fontana. Parole che non hanno convinto il giornalista Francesco Vecchi in studio che gli ha chiesto se non fosse stanco anche lui da presidente: "Io sono molto stanco, ma cerco di tener duro. Evidentemente i fisici reagiscono in modo diverso", si è giustificato Fontana.

Fontana ha parlato delle due fasi del piano vaccini

Durante l'intervista il governatore ha parlato anche del tema caldo dei vaccini anti covid e del piano vaccinazione. "Il primo giro di forniture di vaccini si concluderà il 25 gennaio. Quindi - ha detto - siamo perfettamente in linea con le consegne. Anticiparci eccessivamente comporta il rischio, come alcune Regioni che hanno fatto una corsa hanno già denunciato, di trovarci poi al momento del richiamo senza vaccini. Abbiamo raggiunto un impegno con il Governo che era quello di chiudere il primo giro entro il 28-29 gennaio per cominciare in febbraio il secondo giro".

"Se avessimo fatto le corse - ha spiegato - probabilmente qualcuno si sarebbe poi trovato senza la possibilità di fare il richiamo che va fatto entro 19-23 giorni. È tutto previsto, se poi la gente vuole fare polemica per il gusto di farla, per dire che la Lombardia non è brava e non è capace, è facile. Noi stiamo rispettando il progetto che è stato concordato con il commissario Arcuri".

La zona rossa in Lombardia non è una certezza

A proposito dell'ipotesi dell'ingresso della Lombardia in zona rossa, Attilio Fontana ha detto che si tratta, appunto, solo di un'ipotesi al momento."Adesso c'è un rimescolamento perché ieri nell’incontro col governo abbiamo parlato a lungo, è possibile che i parametri possano essere rivisti – ha aggiunto Fontana – e si stanno studiando una serie parametri come il numero di tamponi effettuati, numero contagiati per tamponi effettuati". 

"Sulla base delle odierne situazioni noi siamo in zona arancione e ci avviciniamo alla zona rossa perché uno dei parametri che resta valido è l’Rt – ha concluso – che noi abbiamo a 1,24 quando il termine è fissato a 1,25".


 

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