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Martedì, 7 Dicembre 2021
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La Lombardia chiede (ufficialmente) al governo di sciogliere Forza Nuova

Passa la mozione del Pd in regione. Il centrodestra si astiene dal voto

Via libera dell'aula. O almeno di una parte. Con 25 sì, 2 no - di Viviana Beccalossi del gruppo misto e del leghista Marco mariani - e 40 astenuti, tutto il centrodestra, martedì sera il consiglio regionale della Lombardia ha approvato la mozione presentata dal Pd che chiede al governo di sciogliere Forza Nuova e i partiti di ispirazione neofascista “artefici - si legge nel documento - di condotte punibili ai sensi delle leggi attuative della Xii disposizione transitoria e finale della Costituzione repubblicana”.

Il caso era stato sollevato subito dopo l'assalto alla sede della Cgil di Roma firmato proprio da Forza Nuova durante un corteo contro il green pass. Nei giorni scorsi tutto il centrodestra compatto aveva respinto la discussione d'urgenza, mentre nell'ultima seduta Lega, Forza Italia e Fratelli d'Italia si sono astenuti, aprendo così di fatto le porte all'ok alla mozione. 

“Il consiglio regionale della Lombardia ha votato a favore della nostra mozione e questo comporta che il presidente Fontana dovrà chiedere al presidente del consiglio di sciogliere Forza Nuova. Ma ovviamente questo voto non ha sciolto le ambiguità del centrodestra, che non ha voluto condannare apertamente i rigurgiti neofascisti e neonazisti che in Italia e in Europa si sono intensificati negli ultimi anni. Lega e Fratelli d’Italia hanno usato i valori democratici per difendere forze che li negano e li vorrebbero cancellare. Una brutta pagina del consiglio regionale, ancora una volta", le parole di Fabio Pizzul, capogruppo Pd e primo firmatario della mozione, evidentemente contento solo a metà. 

“Siamo da sempre contrari a qualsiasi forma di totalitarismo e alle derive violente della politica ma come Lega abbiamo ritenuto non votare la mozione del Pd e di bocciare quella pentastellata in quanto strumentali", gli ha fatto eco Andrea Monti, vicecapogruppo del Carroccio, parlando anche della mozione del M5s che chiedeva l'inserimento di un codice etico "che abbia come finalità l'accantonamento di ogni estremismo riconducibile al fascismo e al regime fascista negli spazi istituzionali lombardi".

"Nessun partito può arrogarsi il diritto di scioglierne un altro, sarebbe non solo anticostituzionale, ma addirittura pericoloso per la libertà di espressione dei cittadini. Questo è semmai un compito che spetta alla magistratura qualora ravvisi reati. Non possono essere i partiti a decidere chi possa partecipare o meno alla vita politica", ha proseguito Monti. 

“Fatti come quelli accaduti lo scorso 9 ottobre sono giustamente da condannare ed auspichiamo che la magistratura faccia chiarezza sulle responsabilità, ad ogni livello, anche di sottovalutazione del Ministero dell’Interno. Quanto accaduto non deve però indurre talune forze politiche - ha concluso - a venir meno ai principi democratici del nostro Paese”.

Sempre nell'ultima seduta, il consiglio ha approvato una mozione presentata proprio dalla Lega che chiede la "condanna per gli episodi di violenza politica da qualsiasi parte essi vengano".

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