Vaccini, adesso è tutti contro tutti. Il comune va all'attacco: "La Regione non ci dà le dosi"

Il vicesindaco, Anna Scavuzzo: "La regione non dà i vaccini al comune. Basta prese in giro"

L'assessore al welfare lombardo, Giulio Gallera

Comune contro regione. Palazzo Marino va all'attacco del Pirellone sul tema vaccini anti influenzali - quanto mai necessari in piena emergenza covid - e i toni sono quelli della battaglia vera. Dopo le polemiche per i ritardi e per la presunta mancanza di dosi - sempre smentita dall'assessore al welfare lombardo, Giulio Gallera -, sabato mattina a sganciare la bomba è stata Anna Scavuzzo, vincesindaco meneghino. 

"La Regione Lombardia non dà i vaccini al Comune di Milano", il suo j'accuse contenuto in un lungo - e duro - post su Facebook. "Voltafaccia di Regione Lombardia che ammette di non poter affrontare una vaccinazione massiccia della popolazione perché non ha abbastanza dosi di vaccino. E questo dopo settimane di incontri, approfondimenti, bozze di accordi e richieste di disponibilità che hanno visto il Comune di Milano attivamente e fattivamente coinvolto nel proporre la vaccinazione anti influenzale al più alto numero possibile di milanesi, coinvolgendo anche tutti i propri lavoratori e lavoratrici", ha spiegato il vicesindaco.

I vaccini dai privati? 

"Ora la Regione scrive addirittura al Comune di Milano di procedere con strutture private per l'approvvigionamento, come se non sapesse che da mesi le Regioni hanno la priorità e che il problema vero è che Regione Lombardia è in gravissimo ritardo, in difficoltà a reperire sul mercato coperture per le categorie ad alto rischio per età e patologia, figurarsi per il resto della popolazione. Criticità già denunciata dai medici di base e dai pediatri e ribadita dai farmacisti", ha continuato.

"Il Comune aveva ricevuto ancora due giorni fa tutte le rassicurazioni: vaccinazioni per i dipendenti comunali, utile non solo per loro, ma anche per tutti gli utenti dei servizi. «Un contributo importantissimo», lo avevano definito. Siamo al lavoro da tempo per una campagna di sensibilizzazione fra i lavoratori e le lavoratrici; il Comune ha messo a disposizione spazi per aumentare i punti vaccinali; abbiamo offerto una campagna di comunicazione e deciso di investire risorse per promuovere salute presso i dipendenti. Ma oggi ci sentiamo dire di rivolgerci al mercato privato, perché la Regione non è in grado di onorare gli impegni presi", ha scritto, evidentemente infastidita, la Scavuzzo.

"Sulla salute non ci si prende in giro"

E ancora, con toni sempre più duri: "Non mi sono mai vergognata tanto della insipienza, della ignavia, della mancanza di senso di responsabilità nei confronti di noi cittadini e delle Istituzioni. Non sono solita eccedere nei toni, sono da sempre persona collaborativa e capace di essere pragmaticamente disponibile a risolvere problemi, andando sempre oltre le differenze politiche e di parte. Qui però si è passato il segno e sulla salute dei cittadini non ci si prende in giro con annunci che tentano di coprire la verità - ha attaccato l'esponente di Palazzo Marino -. Possiamo fare tutti i tendoni in piazza del Duomo che vogliamo: se mancano le dosi di vaccino i tendoni sono utili soltanto a far parlare di sé".

"Se la Regione Lombardia vuole davvero preoccuparsi della salute di noi lombardi ce lo dimostri e non ci faccia rimpiangere di non essere cittadini dell'Emilia Romagna o del Veneto. Non mi sono mai vergognata di essere lombarda, non voglio iniziare ora", ha ribadito.

"Assessore Gallera, non ci dia percentuali - il suo appello diretto al 'collega' -. Perdoni la franchezza, ci dia numeri assoluti e non le sue interpretazioni: quante persone siete tenuti a vaccinare perché anziane o fragili o sotto i sei anni e quanti vaccini avete? Riuscirete a far vaccinare anche i bambini sopra i 6 anni? E tutti noi, che non siamo bambini, anziani o malati? Oppure del resto della popolazione - ha concluso - avete deciso di non preoccuparvene?". 

La replica di Gallera

A stretto giro di posta, come preventivato, è arrivata la replica di Gallera, pur senza risposte nel pieno merito. "È davvero triste che la vice sindaco di Milano pieghi la sua carica istituzionale a una polemica politica ingiustificata e strumentale. Regione Lombardia coprirà gratuitamente, come tutte le altre Regioni, con il vaccino antinfluenzale le fasce target della popolazione stabilite dal Ministero della Salute", ha risposto. 

"Mi auguro che questo atteggiamento del vice sindaco non sia l'avvisaglia della campagna elettorale per Milano - sottolinea l'assessore regionale - dalla quale la salute dei cittadini e i rapporti leali fra le istituzioni devono essere preservati. Abbiamo acquistato l'80 per cento delle dosi in più rispetto allo scorso anno - ha spiegato l'assessore al Welfare - che ci permetteranno di vaccinare in tempi utili le persone fragili, gli over 60, le donne gravide, gli operatori sanitari e i bambini. Per gli altri cittadini, il problema dell'approvvigionamento è nazionale. Invito la vice sindaco a rivolgere la sua vibrante protesta verso il Governo, del quale il suo partito è un grande azionista".

"Per la città e l'area metropolitana di Milano - ha proseguito Gallera - l'Ats ha elaborato un piano vaccinale molto importante, che si avvale dell'adesione di oltre 1600 medici di famiglia, dell'allestimento di strutture Hub all'ospedale di Baggio gestito dai medici della sanità militare, al Sacco, a Villa Marelli e davanti a Palazzo Reale, coinvolgendo il personale delle Asst, gli stessi MMG e i pediatri, raccogliendo l'adesione di 97 Comuni del territorio con 161 spazi a disposizione che si aggiungono agli ambulatori vaccinali".

"Una volta esaurito il proprio ruolo istituzionale nei confronti della popolazione target - ha concluso l'assessore - come già d'accordo, metteremo a disposizione le dosi vaccinali rimanenti delle farmacie e dei cittadini non compresi nelle categorie di cui sopra, con la formula del co-pagamento come avvenuto negli anni scorsi".

La controreplica di Scavuzzo

Quindi, in un botta e risposta infinito, ecco la controreplica della Scavuzzo. "Precisiamo una cosa. Non ho fatto una mediocre polemica politica. Ho chiesto dati e numeri e costi, che Gallera nel rispondere continua ad omettere. Non voglio percentuali prive di riferimenti utili a capirle. Voglio sapere quante dosi servono, quante sono state già acquistate tramite gara, quando arrivano e quante ne mancano. In più, da contribuente lombarda, oltre che da Vicesindaco, vorrei capire quanto la Regione Lombardia ha speso", ha sottolineato. 

"Il voltafaccia di ieri - ha evidenziato - costringe il Comune ad andare sul mercato privato a ottobre: avessimo saputo prima che la Regione era in sofferenza e non sarebbe stata in grado, come concordato, di garantire una fornitura extra di 3000 dosi, al massimo 5000, per i dipendenti del Comune, a fronte di congruo corrispettivo, avremmo da subito deciso altrimenti. Oggi i prezzi sono ovviamente molto più alti e le disponibilità più limitate rispetto a due mesi fa. Questa per me è una vergogna". 

"E peggio mi sento quando penso che una procedura negoziata è ancora in corso, per permettere alla Regione di avere il quantitativo necessario a coprire addirittura il fabbisogno delle fasce più fragili. Chissà quanto spenderà ora che è già ottobre. E chissà quando arriveranno queste dosi di vaccino. Può rispondere nel merito l'assessore Gallera invece di rispondere piccato?", ha concluso Scavuzzo. 

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