Sit-in contro i licenziamenti, "cariche e feriti" alla Tnt: "Spremuti come limoni e poi buttati"

Altra protesta alla Tnt di Peschiera contro i licenziamenti. Cariche della polizia: 5 feriti

I soccorsi ai feriti

Il sit-in per difendere i colleghi e urlare "vergogna" all'azienda. L'intervento della polizia per cercare di liberare l'accesso alla struttura. I manifestanti che resistono, si oppongono e tengono duro e alcuni di loro che poi vanno via in ambulanza. 

Sono i frame dell'ennesima notte di tensione andata in scena tra mercoledì e giovedì alla Tnt-Fedex di Peschiera Borromeo, teatro del "picchetto" - finito con cinque feriti e con qualche tafferuglio con le forze dell'ordine - organizzato dal sindacato Si Cobas per opporsi al licenziamento di 66 lavoratori

VIDEO: Manifestante soccorso in ambulanza dopo la carica della Polizia

Il caso Tnt era esploso a inizio maggio, subito dopo la fase più acuta dell'emergenza Coronavirus, quando gli operai erano stati "allontanati" dal lavoro. I facchini, aveva raccontato uno di loro a MilanoToday, erano tutti assunti a tempo indeterminato attraverso un'agenzia interinale e da anni - "anche dal 2008, 2009" - lavorano nello stabilimento di Peschiera. Lo scorso 6 marzo, al termine di un incontro tra azienda ed esponenti del sindacato, sembrava essere arrivata la svolta. In quella sede, infatti, Tnt si era impegnata ad assumere sotto se stessa - e quindi non più attraverso l'agenzia - i 66 dipendenti, tanto che la casa madre aveva inviato ai rappresentanti sindacali anche la lista dei prossimi assunti. 

Foto - La mail dell'azienda ai lavoratori del 18 marzomail assunzioni 18 marzo-2

Di quelle 66 assunzioni però non si è vista neanche l'ombra. La doccia gelata era arrivata domenica 3 maggio, quando ai 66 facchini era stata inviata una mail per "invitarli" a non presentarsi più al lavoro. "La informiamo che - recitava una fredda comunicazione arrivata dall'agenzia interinale -, come comunicatoci dall'utilizzatore, la sua assegnazione presso l'azienda Tnt è interrotta a partire dal 04.05.2020 fino a data da destinarsi. Quindi non dovrà più recarsi presso la stessa". 

Notte di protesta alla Tnt

Così, quella stessa notte gli operai avevano occupato la fabbrica, che era poi stata liberata dalle forze dell'ordine dopo quasi tre giorni di manifestazioni. Manifestazioni che mercoledì sera sono ricominciate, con i dipendenti che si sono seduti davanti ai cancelli per impedire le normali operazioni. 

Dopo qualche ora di trattative, però, il sit-in è stato interrotto dall'intervento della polizia in assetto antisommossa. "Ancora repressione - denunciano da Si Cobas -. Cariche e manganellate della polizia contro lo sciopero dei lavoratori alla Tnt-Fedex di Peschiera Borromeo. Lo sciopero - spiegano - è l'ennesima iniziativa di lotta in risposta alla disdetta unilaterale da parte dei padroni di un accordo che prevedeva la stabilizzazione di 66 operai somministrati di un agenzia per il lavoro: operai che sono stati utilizzati e spremuti come limoni, con un salario da fame, durante tutto il periodo del Lockdown, e grazie ai quali è stata possibile la fornitura di beni di prima necessità".

"Lavoratori spremuti e buttati"

Gli operai, gridano dal sindacato, sono stati "spremuti e poi buttati via dal padrone con la complicità del Governo Conte e della sua polizia". Stando a quanto riferito dal 118, durante l'intervento delle forze dell'ordine, 5 operai sono rimasti feriti e sono stati trasportati negli ospedali di San Donato e Melegnano. 

"Facciamo appello a tutte le realtà aderenti al 'Patto d'azione per un fronte unico di classeì ad attivarsi quanto prima per mettere in campo forme di solidarietà attiva con la lotta che i lavoratori Tnt-FEDEX stanno mettendo in campo a Milano e in tutta Italia - chiedono dal sindacato meneghino - contro l'arroganza della multimedialità americana, la cui linea di condotta arbitraria e antisindacale è analoga a quella a cui abbiamo assistito in Fca e, proprio in queste ore, in Ilva-Mittal. La crisi - concludono in una nota - la paghino i padroni".

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