Luminarie in via Padova, l'assessore Cadeo: “Spostate per non creare ghetto”

Il trasferimento delle insegne luminose con la scritta Buone feste in tutte le lingue del mondo dalla via più multietnica di Milano a viale Forlanini ha scatenato le polemiche. L'assessore: "Speculazioni politiche". Don Colmegna: "Brutto episodio"

Secondo l'assessore all'Arredo Urbano del Comune di Milano Maurizio Cadeo le polemiche nate inseguito alla diffusione della notizia della rimozione delle luminarie natalizie con gli auguri in tutte le lingue del mondo in via Padova sarebbero soltanto "speculazioni politiche". Lo dimostra la reazione dell'opposizione. “Una reazione – secondo Cadeo - che documenta come si cerchi di sfruttare strumentalmente l'integrazione in ogni occasione, compreso il Natale".

Il Pd milanese ha denunciano in una nota "lo spreco di denaro pubblico che si è reso necessario per l’installazione, la rimozione e poi di nuovo l’installazione della nuova luminaria. Ma anche l’ennesima occasione sprecata dall’amministrazione del centrodestra di aprire la nostra città alle culture del mondo, per coinvolgere tutte le comunità che a Milano lavorano e vivono. Insieme all’augurio multilingue si rimuove la vocazione milanese di internazionalità e ospitalità".

L'assessore spiega inoltre di aver fatto spostare le scritte su viale Forlanini, arteria che collega la città all'aeroporto di Linate perché ritiene che “ i veri valori dell' integrazione si concretizzano nel non creare quartieri ghetto". Nemmeno davanti alle polemiche che si sono scatenate dopo la rimozione delle luci da via Padova, Cadeo sembra dunque intenzionato a cambiare idea.

Diversa l'opinione del direttore della Casa di Carità. "Un brutto episodio che mi auguro sia chiuso in fretta". Così don Virginio Colmegna ha definito la rimozione delle luminarie natalizie con gli auguri in varie lingue da via Padova, cuore di uno dei quartieri multietnici di Milano.

"Le scritte con gli auguri di Natale nelle lingue delle comunità straniere che vivono a Milano - ha affermato il sacerdote - sono un messaggio positivo: evitiamo per favore di esasperare il clima e cerchiamo invece momenti di coesione".

Per il fondatore della Casa della Carità, diventata un'istituzione a Milano nel campo dell'accoglienza degli ultimi e della solidarietà, invece di rimuovere i messaggi di auguri nelle varie lingue del mondo il Comune dovrebbe preoccuparsi degli sprechi di alcune luminarie del centro.

"Non vedo la ragione - ha osservato Don Colmegna - per togliere le luminarie in via Padova, semmai si può porre il problema della sobrietà di altre istallazioni in città". Non nascondendo l'indignazione per l'episodio, don Colmegna ha concluso la sua riflessione con una battuta dall'ironia amara. "Dopo aver tolto gli auguri di Natale nelle lingue straniere - ha osservato - ci manca solo che le mettano in dialetto...".

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Maurizio Bove, responsabile dell’Ufficio immigrazione della Cisl di Milano: “E’ una notizia che ci lascia increduli. Milano che si vanta di essere un centro internazionale e si appresta ad ospitare l’Expo 2015 si comporta come un qualsiasi piccolo paese di qualche angolo del profondo nord.  Quella dell’amministrazione è una scelta che espone la città al ridicolo. E adesso cosa faranno? Vieteranno anche il ‘Merry Christmas’? Ci imporranno di scambiarci gli auguri in dialetto? Neppure il Natale, una festa che dovrebbe unire, si salva dal furore ideologico di chi fa la guerra alla società  multietnica”.

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