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Immagine repertorio

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"Nei campi studenti e disoccupati": la Regione contro la regolarizzazione dei braccianti

L'assessore della giunta guidata da Fontana ha chiesto al mondo agricolo di "Non piegarsi a strumentalizzazioni politiche" perché "gli immigrati irregolari vanno rimpatriati, non regolarizzati"

"Il lavoro va dato ai nostri disoccupati e ai beneficiari del reddito di cittadinanza". È la proposta lanciata dall'assessore all'Agricoltura della Regione Lombardia, Fabio Rolfi, in merito alla proposta del ministro dell'agricoltura, Teresa Bellanova, di regolarizzare braccianti immigrati per farli lavorare nel settore agricolo.

La pandemia, infatti, continua a impedire il momento dei lavoratori stagionali mentre i campi italiani hanno più che mai bisogno di braccianti, come riportato da AgrifoodToday. Per questo la ministra dell'agricoltura starebbe pensando a una regolarizzazione per decreto per 600mila lavoratori. “Braccianti irregolari che lavorano nei nostri campi. Donne che stanno nelle nostre famiglie come badanti e sono in nero. Chiedo che siano regolarizzati subito con permessi di soggiorno temporanei di sei mesi rinnovabili per altri sei mesi".

La sanatoria, che punta a far emergere il lavoro nero degli immigrati, dovrebbe riguardare circa 600mila irregolari attraverso un provvedimento ad hoc, ma l'alternativa potrebbe essere inserire l'intervento nel decreto di maggio, il decreto Cura Italia bis.

Secondo Rolfi il lavoro nelle campagne dovrebbe essere svolto da studenti e disoccupati: "In tutti gli altri Paesi i Governi sono impegnati a promuovere il lavoro in campagna tra studenti e disoccupati". Non solo, per l'esponente della giunta lombarda il lavoro nei campi andrebbe rivalutato sia in chiave economica che culturale per renderlo "più attrattivo".

Rolfi ha poi chiesto al modo agricolo "di non prestarsi a strumentalizzazioni politiche e a non supportare scelte ideologiche che pagheremo in futuro in termini di costi sociali e di sicurezza pubblica". E ha aggiunto: "Gli immigrati irregolari vanno rimpatriati, non regolarizzati".

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