Milan, l'ex proprietario Yonghong Li indagato per falso in bilancio

L'inchiesta della procura di Milano. Non coinvolta la gestione precedente. Da due settimane il Milan non è più del cinese

Yonghong Li quando comprò il Milan

Indagato dalla procura di Milano per falso in bilancio. Nel giorno in cui la sua ormai ex società, il Milan, viene riammessa all'Europa League del 2018/2019, cade una tegola giudiziaria sull'imprenditore cinese Yonghong Li, che aveva acquistato dalla Fininvest il club il 13 aprile 2017 in cambio di 740 milioni, grazie anche ad un prestito di 300 milioni del fondo americano Elliott.

Ed è stato proprio il mancato rimborso di una rata da 32 milioni, a luglio, a far passare di mano la società di via Aldo Rossi. L'indagine non riguarda la gestione precedente, cioè l'era Berlusconi, nonostante diverse indiscrezioni giornalistiche negli anni avessero fatto presagire un interessamento della procura anche sul periodo Fininvest. Nel mese di gennaio del 2018, a pochi mesi dalle elezioni politiche del 4 marzo, si era ipotizzato addirittura che la procura volesse indagare Berlusconi per riciclaggio. Niente di tutto ciò, a quanto pare.

La guardia di finanza ha acquisito documenti sia nella sede del Milan sia negli uffici dei consulenti dell'operazione di acquisto tra cui Lazard, Ernst & Young, Deloitte e Rotschild. Ma il punto centrale dell'indagine sarebbe la sentenza di fallimento di Jie Ande, la "cassaforte" di Li, su cui pendeva una richiesta di liquidazione da parte di una banca cinese per bancarotta. 

Il procuratore Fabio De Pasquale e il pm Paolo Storari, da quanto si apprende, contestano a Yonghong Li le false comunicazioni sociali in merito alla nota integrativa al bilancio 2016 del Milan e a un comunicato del 2018, ritenuto troppo opaco, in cui Li prometteva che avrebbe fatto fronte a tutti gli impegni finanziari richiesti per risarcire del prestito il fondo Elliott. Come sia andata a finire è noto: non c'è riuscito.

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La domanda che tutti si pongono è la ragione per la quale Li abbia perso, in tutto, quasi 700 milioni tra l'impegno al momento dell'acquisto e gli aumenti di capitale successivi per non essere riuscito a trovare 32 milioni, soprattutto dato l'interesse di almeno tre possibili compratori: i Ricketts, Commisso e Rybolovlev.

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